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Agroalimentare Italia: l’obiettivo di 50 miliardi di export slitta al 2024

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Non c’è solo Brexit a turbare il sonno degli imprenditori agroindustriali italiani. Il commercio internazionale sta rallentando, mentre sale la pressione concorrenziale da parte di competitor globali e cambiano radicalmente le abitudini e gli stili di consumo dei consumatori occidentali. E’ ciò che emerge dai dati fotografati da Agrifood Monitor, la piattaforma informativa realizzata in partnership da Nomisma e Crif e presentata oggi a Bologna.
Dopo il piccolo recupero dei consumi alimentari sul mercato interno (+1,1%) avvenuto nel 2015, i primi 5 mesi del 2016 hanno evidenziato, secondo dati Nielsen, un nuovo stallo (-0,2%). E anche sul mercato internazionale il primo trimestre ha mostrato una crescita del nostro export agroalimentare di appena l’1,7%. Questo sposta al 2024 il traguardo dei 50 miliardi di euro di vendite oltreconfine. Con 2 milioni di imprese, 3,8 milioni di addetti, 130 miliardi di euro di valore aggiunto e 47 miliardi di export, la filiera agroindustriale italiana è un settore chiave per l’economia nazionale.