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Agli stranieri piace la casa “Made in Italy” (Scenari Immobiliari)

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Mentre il mercato immobiliare stenta ancora a riprendersi, aumentano gli acquisti di case per vacanza in Italia da parte di stranieri. E’ quanto emerge da uno studio condotto da Scenari Immobiliari. A livello europeo siamo al terzo posto, dopo la Francia e la Spagna per i flussi di acquisti dall’estero. Nel corso del 2012 le famiglie estere hanno concluso circa 4.600 acquisti spendendo 2,1 miliardi di euro, il 13,5% in più rispetto all’anno precedente. Sulla base dell’andamento degli scambi e della domanda nel primo trimestre, Scenari Immobiliari calcola per quest’anno una crescita annua degli acquisti attorno al 10%. “Si tratta di una stima piuttosto cauta, poiché le potenzialità di questo settore potrebbero portare a risultati ancora più elevati” recita una nota. In base alla previsione, nel 2013 acquisteranno una seconda casa in Italia oltre cinquemila stranieri tra famiglie e piccoli investitori privati, per un giro d’affari complessivo di circa 2,3 miliardi di euro. L’investimento medio per abitazione è simile a quello del 2012, attorno ai 460mila euro. Il confronto con i dati del 2009 fornisce le misure della crescita: nel giro di cinque anni il numero di acquirenti è aumentato del 25% e gli investimenti del 53%. Rispetto allo scorso decennio, gli stranieri spendono mediamente di più. Accanto ai tradizionali acquirenti delle case a basso costo, ancora presenti nel nostro Paese, è salita la richiesta di residenze particolari, come casali, masserie, trulli, edifici storici.
Al primo posto i tedeschi (41 % del mercato) che si orientano verso il litorale adriatico (da Lignano a Cattolica), oppure optano per la Toscana o l’Umbria, se le disponibilità economiche sono maggiori. Seconda posizione per gli inglesi, mentre continua a crescere la quota rappresentata dai russi e da altri Stati dell’est. Le regioni più richieste sono il Lazio (con un forte peso della capitale) e la Puglia, dove la preferenza è per il Salento e le isole. In crescita anche il Piemonte e la Sicilia, mentre tornano gli investitori in Abruzzo.