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Agenzia delle Entrate, in Italia gli onesti pagano anche per i disonesti

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Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ne aveva parlato nelle sue Considerazioni finali a fine maggio e ora le rilevazioni dell’ufficio studi dell’Agenzia delle Entrate hanno certificato quanto in realtà è noto da tempo. “A causa del peso dell’evasione fiscale – erano state la parole di Draghi – che resta forte nonostante qualche primo segno di recupero di gettito, la differenza tra l’Italia e il resto d’Europa è maggiore se si guarda al prelievo sui contribuenti fiscalmente onesti”.


Secondo le stime dell’Agenzia delle Entrate sarebbe superiore ai 43 miliardi di euro l’evasione fiscale italiana solo con riferimento all’Imposta sul valore aggiunto (Iva), a fronte di una base imponibile non dichiarata di ben 270 miliardi di euro corrispondente a poco più del 19% del prodotto interno lordo del Paese. Una fetta di Italia che si nasconde e la cui mancanza deve essere coperta dagli altri contribuenti. E’ un altro dato contenuto nella ricerca a sottolineare questo aspetto. Con riferimento a cifre del 2004, il prelievo fiscale su chi paga le tasse si sarebbe attestato al 41,42%. In realtà questo è solo il prelievo cosiddetto “apparente” in quanto il versamento alle casse dello Stato da parte degli italiani onesti si sarebbe spinto a una percentuale vicina al 51%.

Una situazione grave anche se in via di leggero miglioramento se si risale agli anni precedenti al 2004 quando la pressione fiscale effettiva era al 52,26%. L’aumento del gettito registratosi nel corso dell’ultimo anno, con la produzione del surplus fiscale meglio noto con il nome di “tesoretto”, sembra confermare se non un’inversione di tendenza almeno un miglioramento della situazione. Lo scorso anno il gettito fiscale prodotto dall’Iva si è attestato a 115,9 miliardi di euro, in crescita di oltre 9 miliardi con 951 milioni di euro provenienti da accertamenti e controlli, quasi il doppio rispetto ai 551 milioni di euro del 2005. Il miglioramento prosegue anche nel corso del 2007. Secondo i dati registrati dall’Agenzia delle Entrate, a maggio l’Iva sugli scambi interni è stata di 11,3 miliardi contro i 10,4 dello stesso mese dell’anno passato per un valore complessivo nel corso del 2007 pari a 37,2 miliardi di euro (erano stati 35,2 nel periodo gennaio-maggio 2006).


Nel mentre il governo prepara le prossime manovre fiscali. Ieri il presidente del Consiglio, Romano Prodi, si è incontrato con il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, con il suo vice, Vincenzo Visco e  con il ministro del Lavoro del Lavoro, Cesare Damiano per disegnare le linee strategiche da presentare ai capigruppo della maggioranza di governo e alle parti sociali. L’idea di Romano Prodi è un’azione in due tempi. Un decreto a fine giugno da 1,5-2 miliardi di euro che conterrà anche un intervento sulle pensioni minime (70-90 euro), sugli ammortizzatori sociali e sullo scalone Maroni, e la Finanziaria che potrebbe tra le altre cose contenere l’osteggiato intervento sui coefficienti di rivalutazione delle rendite pensionistiche previsto dalla legge Dini e il taglio dell’Ici.