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Agenda della settimana: dopo Fed e voto in Grecia, cosa monitoreranno i mercati?

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La penultima settimana di settembre prende il via con l’esito elettorale in Grecia. Per la terza volta nel 2015 (due elezioni politiche e un referendum) i greci sono tornati alle urne e hanno confermato la fiducia in Syriza. Il partito guidato da Alexis Tsipras (nella foto) ha ottenuto il 35,5% delle preferenze per un totale di 145 seggi. Sono già partiti i negoziati con i Greci Indipendenti per la formazione di una nuova coalizione di governo: i due partiti riproporranno l’alleanza creata a inizio anno, forti di una nuova maggioranza di 155 seggi su 300. E i mercati stanno ancora digerendo le indicazioni arrivate nei giorni scorsi dalla Federal Reserve (Fed): la banca centrale americana è stata cauta nelle sue scelte, confermando i tassi di interesse al minimo storico di fronte alle tensioni dell’ultimo periodo arrivate dall’Asia e a un outlook economico globale che resta ancora incerto.
 
Negli Stati Uniti, in Europa ma anche in Asia saranno davvero numerosi gli appuntamenti e i market mover da annotare in agenda. Mercoledì 23 settembre prende il via il tour del presidente cinese Xi Jinping negli Stati Uniti e l’incontro con il presidente Barack Obama è fissato per venerdì 25 settembre. 
 
Sempre il 23 sono attesi nuovi riscontri dall’attività manifatturiera cinese: in agenda la lettura preliminare di settembre del Pmi manifatturiero. Prima dell’avvio delle Borse europee la Francia comunicherà i numeri del Pil del secondo trimestre.
Nel corso della giornata anche le principali economie della zona euro e gli Stati Uniti comunicheranno la lettura preliminare di settembre dell’indice Pmi manifatturiera e servizi. Grande attesa nell’eurozona per il discorso del presidente della Bce, Mario Draghi, di fronte alla Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo. Dichiarazioni che arrivano a meno di un mese di distanza dalla riunione della Bce nel corso della quale sono state riviste al ribasso le stime di crescita per la zona.  Nella stessa riunione Draghi ha parlato della possibilità (se fosse necessario) di allungare i tempi del Quantitative easing promosso dalla Bce e partito ufficialmente lo scorso marzo.  Non mancheranno i spunti internazionali dopo la non azione della Fed e le turbolenze estive in Cina.
 
Ricca di dati macroeconomici l’agenda di giovedì 24 settembre. Dall’Asia in arrivo il Pmi manifatturiero del Giappone, mentre in Europa si guarda all’indice tedesco Ifo, che misura la fiducia degli imprenditori tedeschi. Secondo il mercato il dato di settembre potrebbe peggiorare rispetto ai 108,3 punti registrati ad agosto. In Italia, l’attenzione si soffermerà sull’andamento dell’industria, con due dati che ne mostreranno lo stato di salute: gli ordini e le vendite industriali a giugno, utili a capire se la ripresa si sta rafforzando.
Nel pomeriggio i fari del mercato verranno puntati sugli Stati Uniti, dove verrà diffuso il dato sugli ordini di beni durevoli e le vendite di case nuove (entrambi per il mese di agosto). 
 
La settimana si chiude con importanti riscontri che giungeranno dal Giappone che annuncia l’andamento dell’inflazione ad agosto, ma soprattutto il Pil annualizzato statunitense relativo al secondo trimestre dell’anno. Si tratta della terza lettura che dovrebbe confermare un’espansione al ritmo del 3,7 per cento. 
 
L’ottava sarà inoltre scandita dall’azione di diverse banche centrali nel mondo, tra cui la Turchia e la Norvegia che decideranno sui tassi rispettivamente nelle giornate di martedì e giovedì. 
Da segnalare, infine, per domenica 27 settembre le elezioni regionali in Catalogna.