Agcom, la strada da seguire per le telecomunicazioni è il modello Bt Openreach

Inviato da Alessandro Piu il Gio, 03/05/2007 - 09:10
Quotazione: TELECOM ITALIA

L'Authority per le telecomunicazioni ha deliberato ieri il lancio di una consultazione pubblica "in materia di separazione funzionale della rete di accesso di Telecom Italia e di politica regolamentare delle reti di nuova generazione". La consultazione, che avrà una durata di due mesi è volta all'acquisizione delle osservazioni e dei commenti "degli operatori, dei consumatori e di tutti i soggetti interessati, con particolare riferimento alle caratteristiche strutturali del mercato, all'evoluzione tecnologica delle reti e dei servizi, nonché allo sviluppo prospettico delle relative dinamiche concorrenziali e regolamentari".

La delibera dell'Authority guidata da Corrado Calabrò sancisce l'inizio di una nuova era per le telecomunicazioni italiane, caratterizzate finora dalla presenza di una posizione di dominanza da parte del principale operatore telefonico nazionale nonché proprietario della rete. "Telecom Italia - è la stessa Agcom a chiarirlo - è in posizione dominante in tutti i mercati e i servizi con una quota superiore alla media europea". L'affermazione è corredata dai dati che lasciano poco spazio a eventuali dubbi. L'analisi del mercato effettuata dai tecnici dell'Authority, aggiornata all'ottobre scorso, vede l'ex monopolista telefonico nazionale al 70% nel broadband, contro il 51% del primo operatore francese, il 50% di quello tedesco e il 33% di quello britannico. Ancora più netta la posizione detenuta nel mercato della telefonia fissa dove Telecom Italia "continua a detenere oltre il 95% del mercato degli accessi a banda stretta residenziale e il 93% del non residenziale", mette in luce il documento al cui interno viene anche tracciata una via preferenziale sull'assetto futuro della rete di telecomunicazione italiana.

L'ipotesi avanzata dall'Agcom è la creazione di una divisione di Telecom Italia completamente autonoma a cui affidare la rete, sul modello dell'esperienza inglese di Bt Openreach. Pieno sostegno dunque allo scorporo della rete contenuto nell'emendamento presentato all'esame del Parlamento dal ministro per le Telecomunicazioni, Paolo Gentiloni. La società di gestione della rete dovrà essere totalmente separata e autonoma da Telecom Italia, avere un marchio proprio e riconoscibile e anche una sede differente da quella dell'incumbent domestico. Dovranno essere inoltre diversi il personale e il board di controllo dove dovranno sedere in maggioranza membri indicati dall'Authority. Il controllo sarà garantito da società di auditing indipendenti.

"Con questo documento - ha commentato il presidente di Agcom, Corrado Calabrò - l'Italia rimane uno dei Paesi europei più avanzati sul fronte della definizione di regole che garantiscano la concorrenza e gli investimenti". 

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