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Agcm versus Agcom sulla telefonia mobile

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Gli utenti Wind, che, dopo avere ricevuto un sms di notifica che li informava che il loro piano tariffario che sarebbe dovuto durare “per sempre” in realtà ben presto, senza che loro lo avessero richiesto, sarebbe cambiato e ovviamente in peggio, erano davvero imbufaliti. Tanto che erano andati a protestare persino a “Mi manda di Rai Tre”. E ieri, per loro fortuna, è giunta la notizia che a schierarsi al loro fianco, e comunque a quello di tutti gli utenti di telefonia che subiscono un comportamento simile, è stata l’Autorità garante della Concorrenza e del mercato (Agcm), che, nella riunione del 10 maggio 2007 e dopo avere esaminato le numerose denunce ricevute dai clienti Wind, ha stabilito che coloro “ai quali viene comunicata la modifica unilaterale dei piani tariffari, devono poter avere immediatamente la portabilità del numero telefonico presso un altro operatore, con il riconoscimento del credito residuo”. Per quanto concerne il caso Wind nello specifico, L’Autorità sottolinea che il messaggio inviato “non contiene neanche l’indicazione del giustificato motivo che legittimerebbe l’operatore telefonico a realizzare le modifiche del piano tariffario”.


L’Antitrust ha deciso di inviare le segnalazioni dei consumatori all’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni (Agcom), con la quale in nel campo della telefonia per ovvi motivi lavora in tandem, per gli interventi di sua competenza e ha dato incarico al proprio presidente, Antonio Catricalà, di scrivere al ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, per informarlo delle questioni sollevate dai consumatori. L’Autorità garante della Concorrenza e del mercato ricorda che il codice delle comunicazioni elettroniche attribuisce agli abbonati il diritto di recedere dal contratto, senza penali, al momento della notifica di proposte di modifica delle condizioni contrattuali: la comunicazione relativa alla variazione dei piani tariffari, inviata con sms e senza l’indicazione sulla possibilità di esercitare tale diritto, “sembrerebbe dunque violare la regolamentazione in vigore e potrebbe, in base alla normativa, essere sanzionata”. Gli operatori possono anche offrire nuovi e più costosi piani tariffari, ma “occorre garantire agli utenti, che conseguentemente intendono cambiare operatore, la portabilità immediata del numero di telefono, assicurando il mantenimento del credito residuo. All’Agcom l’Antitrust chiede dunque che venga assicurato, in questi casi, uno speciale regime di immediata portabilità”.

L’Agcom tuttavia pare avere percepito il provvedimento dell’Agcm come una ingerenza e una invasione del proprio territorio: “L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni – scrive di tutta risposta – in riferimento alle questioni sollevate dalla lettera dell’Autorità Antitrust in tema di tariffe di telefonia, su materie di competenza di questa Autorità, ricorda che sulle medesime tematiche ha già avviato un’intensa attività di vigilanza e di controllo informandone, in data 24 aprile, il ministro dello Sviluppo economico. In particolare, l’Autorità è l’unica amministrazione che in concreto ha dato immediata attuazione, con provvedimenti, ispezioni ed attività sanzionatoria, al decreto Bersani”. Sembra anche che all’Authority guidata da Corrado Calabrò la decisione non sia andata molto a genio perché colpirebbe soprattutto i oiccoli operatori di telefonia mobile, mettendo a rischio molti posti di lavoro, ma dalla nota diramata come risposta all’Agcm la cosa non emerge. Almeno per il momento.