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Africa sub-sahariana e Dubai: le opportunità più interessanti sul debito emergente

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Di seguito pubblichiamo un commento di
Jeremy Brewin, head emerging markets debt di ING Investment Management. Secondo
Brewin Africa sub-sahariana e Medio oriente rappresentano interessanti
opportunità in quanto accomunati dal livello delle emissioni e dal tasso di
estinzione del debito.

Per chi è alla ricerca di elementi di
diversificazione sul debito dei paesi emergenti, l’Africa Sub-Sahariana e il
Medio Oriente rappresentano interessanti opportunità. I due elementi più
significativi che accomunano gli emittenti di queste aree sono il livello delle
emissioni e il tasso di estinzione del debito. Nell’Africa Sub-Sahariana il
momentum sul debito è molto positivo e così anche la capacità di ripagare i
debiti. Ciò è dovuto al fatto che molto spesso questi paesi hanno poche
emissioni e i rendimenti, dato il numero limitato di investitori, devono essere
molto attraenti. In futuro, nuovi flussi sulle emissioni saranno guidati dalla
necessità di finanziare progetti legati allo sviluppo di infrastrutture
energetiche e autostrade.

 

Anche i governativi e i semi-governativi
di emittenti mediorientali, nello specifico del Dubai, sono una categoria di
obbligazioni da guardare con attenzione. Il paese del Golfo, infatti, è
fuoriuscito dalla crisi recente e sta beneficiando da una ripresa negli
spostamenti dai paesi del Nord Africa colpiti dalle vicende della primavera
araba. Il sostegno fornito da Abu Dhabi con 10 miliardi di dollari ha aiutato
Dubai che oggi non si trova più a fronteggiare problemi di liquidità e i prezzi
del settore immobiliare sono tornati ai livelli pre-crisi. Sempre guardando al
Medio Oriente, si trovano buone opportunità anche sul credito, con emittenti
più sereni rispetto agli eccessi del passato. Oggi, infatti, si registra un
maggior accesso ai fondi locali e una ripresa del mercato dei capitali dopo i
problemi registrati duranti la crisi.

 

L’economia sta registrando un tasso di
crescita molto elevato e il turismo è il settore trainante, con il paese che
possiede due player globali nel trasporto aereo e ingenti flussi di visitatori,
prima diretti al Cairo oppure in Libano, che oggi fanno rotta verso il Golfo
Persico. Tra gli emittenti nel nostro portafoglio abbiamo l’Abu Dhabi National
Energy Company, compagnia elettrica posseduta dagli Emirati Arabi, e la società
statale International Petroleum Investment Company.Guardando a quanto avviene nelle
aree limitrofe, Medio Oriente e Turchia potrebbero beneficiare della riduzione
delle sanzioni verso l’Iran. Avendo minori vincoli, l’Iran potrebbe diventare
un interessante

importatore di beni e servizi,
specialmente nel settore delle costruzioni. E di conseguenza anche il Dubai ne
avrebbe un vantaggio, con molto di questo traffico che sarebbe canalizzato
attraverso il paese.