Aem-Asm, prove generali di fusione

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Le trattative per una fusione tra le municipalizzate Aem e Asm Brescia hanno subito un’accelerazione decisiva con l’inizio del nuovo anno. Un progetto da realizzarsi velocemente però, entro il prossimo autunno, come hanno dichiarato i sondaci dele due città coinvolte. L’operazione, oltre all’interesse evidente per i due comuni lombardi, rappresenta un tassello importante nel controllo della Edison, soprattutto dopo che Roman Zaleski ha iniziato l’operazione di esercizio dei warrant fino ad oggi in portafoglio alla Carlo Tassara, come era già stato anticipato alla fine del 2006.
Una condizione necessaria per i comuni di Milano e Brescia, per arrivare alla fusione, è quella di mantenere il controllo sulla società derivante dalla fusione stessa, e naturalmente un ruolo paritetico nella governance della stessa. Sono stati gli stessi comuni a specificarlo recentemente in una nota comune. Ora resta da capire come possa essere realizzata la fusione, ma gli studi degli avvocati specializzati in M&A sono già da tempo al lavoro per questo. Secondo quanto raccolto da Finanza.com, per realizzare un tale progetto di fusione, rispettando le stringenti condizioni poste dalle due parti, ci sarebbero due possibili opzioni sul piatto. Nella prima ipotesi la nuova Aem-Asm dovrebbe conferire il 29,9% del suo capitale a una Newco trasformando allo stesso tempo le azioni rimanenti in pancia ai due comuni in azioni di risparmio. In caso di Opa ostile le azioni sarebbero subito convertite in azioni ordinarie per fra fronte all’emergenza. Nella seconda ipotesi invece tutte le azioni della nuova Aem-Asm in pancia ai due comuni potrebbero essere conferite a una Newco, con una trasformazione in azioni di risparmio di tutte le azioni eccedenti la percentuale dl 29,9% delle azioni ordinarie emesse da Aem-Asm, e una automatica riconversione in azioni ordinarie in caso subentrino operazioni ostili che mettano a rischio il controllo di Aem-Asm.