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Aec: a meta’ dicembre in borsa sull’Expandi

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Attesa piccola scossa in borsa per la metà di dicembre: per quella data è infatti prevista la quotazione di Aec, attiva nella costruzione e distribuzione di gruppi di continuità per le reti elettriche. Apparecchiature utili ad evitare problemi a reti informatiche, dispositivi di sicurezza, e tutto ciò che ha che fare con computer e flussi di dati quando viene a mancare l’elettricità o quando, più frequentemente, vi sono sbalzi di tensione. Il campo di applicazione di questi prodotti non si ferma a questo: i gruppi di continuità sono indispensabili in luoghi come gli ospedali, dove la momentanea mancanza di energia può creare gravi disagi.
La società milanese, ma con azionista di maggioranza relativa taiwanese (l’asiatica Allis international ha 43,76% del capitale), sta ultimando il prospetto da consegnare a Borsa italiana e a Consob per ottenere il via libera. Sul mercato arriverà il 49% del capitale, derivante da un aumento destinato proprio alla quotazione. Sia Allis, sia il presidente Bruno Carozzi (24% delle quote) che gli altri soci non cederanno infatti nessun azione, ma in conseguenza dell’emissione delle nuove azioni la loro quota si diluirà a circa la metà di quella attuale. Nessun patto di sindacato, inoltre, vincola i gli attuali soci e la società diventerà teoricamente contendibile.
Il ricavato dell’Ipo servirà a sostenere la crescita sul mercato italiano, polverizzato tra circa 150 micro aziende attive in questo settore che in Italia vale circa 250 milioni di euro, e di cui la stessa Aec controlla circa l’1%, e a sviluppare nuovi prodotti. Come il primo risultato della diversificazione intrapresa, ovvero uno scooter elettrico già venduto in 300 unità. “Affrontiamo questo mercato di nicchia con una nuova filosofia” ha commentato Carozzi. “Finora tutto ciò che, nel campo dei mezzi di locomozione, è elettrico è stato sinonimo di costoso, oltre ché di ecologico. Il nostro prodotto, che si fabbrica in Cina e si assembla in Italia, costerà meno dei prodotti a motore, in modo tale che ci sia un incentivo concreto all’acquisto”. La società conta di venderne 300 al mese a regime, grazie anche ai contributi delle amministrazioni locali dove si stanno stringendo accordi.
Il gruppo Aec ha fatturato 11,718 milioni di euro nel 2003 (proforma) con 220 mila euro di utile netto. Nei primo semestre del 2004 i ricavi sono stati pari a 5,917 milioni con 83 mila euro di utili. “Nei primi sei mesi normalmente il fatturato è pari al 45% del totale” ha commentato Carozzi. Questo porta a ipotizzare per il 2004 ricavi pari a 12,7-13 milioni di euro, pari ad un incremento del 6-9% sul 2003. Regiti dell’operazione di quotazione Twice sim, lo studio legale Libonati Jaeger, i revisori di Rsm Ria&partner e Polytems Hir.