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Addio ai costi di ricarica per i telefonini

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Costi di ricarica addio. Il conto alla rovescia è cominciato sia per i consumatori sia per le società telefoniche: a partire dal prossimo 5 marzo entrerà in vigore il decreto Bersani sulle liberalizzazioni secondo il quale non sarà più possibile imporre costi fissi sulle ricariche acquistate dai clienti. Un provvedimento duro che mette in ginocchio le telecom che operano in Italia condannate a rinunciare a una cifra pari a circa 1,7 miliardi di euro derivanti appunto dai costi aggiuntivi sulla ricarica delle circa 64 milioni di schede sim ricaricabili presenti sul nostro territorio.


Lunedì il provvedimento voluto dal ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, entra, dunque, in vigore. Ma come hanno risposto gli operatori del Belpaese? La confusione regna sovrana, diverse le voci che si rincorrono ma ognuno a suo modo ha presentato una strategia. L’intento è uno solo: limitare i danni, visto che i costi fissi sulle carte ricaricabili possono arrivare a rappresentare il 10% dei loro ricavi.

Tra i “buoni” troviamo 3 Italia. La compagnia telefonica è la prima, con tre giorni di anticipo, ad adeguare le sue ricariche al decreto Bersani.Tutte le ricariche effettuate a partire da questa data, sia lato standard che lato power, daranno al cliente un credito senza scadenza pari all’importo speso per l’acquisto della ricarica. Inoltre, per tamponare il calo di entrate 3 Italia ha deciso di regalare ai nuovi clienti che entro il 30 aprile attiveranno una ricarica pari a 20 euro riceveranno, tra maggio e giugno, altri 10 euro di credito.
Telecomaspetterà, invece, la mezzanotte del 4 marzo, annunciando che tutti i costi di ricarica saranno trasformati “in traffico telefonico pienamente utilizzabile”, senza introdurre per il momento nuovi piani tariffari.
Vodafone eliminerà i costi di ricarica dal prossimo 4 marzo 2007: “su tutte le ricariche quello che spendi diventa traffico disponibile”. Un’eliminazione che verrà effettuata su tutti i tagli


È Wind ad essere nell’occhio del ciclone. Sulla base di un parere dello Studio Legale Libonati-Jaeger, la società ha deciso di abolire i costi di ricarica per i nuovi clienti che però dovranno adattarsi a nuovi piani più onerosi. Due, invece, le opzioni per i vecchi clienti: mantenere i vecchi piani tariffari e non pagare il costo di ricarica per tagli superiori ai 50 euro (come del resto avveniva già prima) oppure farsi carico di uno nuovo piano dei tre che Wind sta per lanciare: Wind 12, Wind 5 New e Senza Scatto New.


Intanto, le associazioni dei consumatori sono già scese in campo, con la Codacons a guidare la protesta. Qualsiasi costo di ricarica applicato agli utenti della telefonia mobile dopo il 5 marzo sarà considerato illegale e, come tale, denunciato dinanzi le competenti autorità – si legge nel comunicato stampa dell’associazione a favore di consumatori.
 “Chiediamo all’Autorità per le comunicazioni di verificare i nuovi piani tariffari degli operatori telefonici per accertare se al loro interno si celino aumenti a discapito degli utenti – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi. Le compagnie che decideranno di fare le “furbe”, scaricando sui consumatori i minori introiti derivanti dal taglio ai costi di ricarica, o quelle che continueranno a imporre tale balzello, dovranno essere pesantemente sanzionate”.
Per il Codacons inoltre i gestori telefonici devono restituire agli utenti le somme incassate per i costi di ricarica, relativamente al periodo che va dall’entrata in vigore del Decreto Bersani (2 febbraio) al 5 marzo, in quanto tale tassa si considera vietata dal momento di entrata in vigore dei provvedimenti del Ministro per lo Sviluppo.