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Addendum Bce, alert: potrebbe essere retroattivo e riguardare gli stock

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Danièle Nouy, capo della Vigilanza soggetto promotore dell’Addendum Bce sui Npl

Addendum Bce. Nel 2018 un’altra tegola potrebbe abbattersi sul settore bancario dell’Eurozona. Tirato un parziale sospiro di sollievo grazie allo slittamento di qualche mese previsto per l’entrata in vigore dell’addendum Bce sulle regole sui Npl (crediti deteriorati) di nuova generazione, ci si interroga sulla possibilità che il prossimo anno la Vigilanza della Banca Centrale Europea (Bce) potrebbe estendere il provvedimento anche alle esposizioni già in essere.

 

Come emerso nel corso di un incontro fra la stampa e gli esperti della nota società di consulenza PricewaterhouseCoopers (PwC), Francoforte potrebbe decidere di mettere in pubblica consultazione (così come avvenuto per le attuali proposte, ndr) anche ulteriori norme che riguarderebbero effetti retroattivi sugli stock di crediti deteriorati già in pancia agli istituti.

 

“La proposta riguarda una situazione molto più complessa e delicata rispetto a quella attuale”, ha commentato Pier Paolo Masenza, financial services deals leader di PwC, menzionando i rischi specifici di un simile provvedimento.

 

Se, infatti, da un lato “è più agevole regolare i principi di accantonamento di nuove esposizioni – ha chiosato Masenza – più complicato sarebbe mettere in ordine esposizioni che hanno alle spalle storie e scadenze differenti e sono specifiche di ciascun istituto”.

Ricordiamo comunque che sebbene lo scenario potrebbe cambiare in tal senso nel 2018, ad oggi l’unica consultazione pubblica avviata ufficialmente dalla Vigilanza  sull’addendum Bce recita come segue al paragrafo sull’ “Ambito di applicabilità“:

“…l’addendum si applica a decorrere dalla sua data di pubblicazione. Infine, il perimetro di applicazione dei livelli minimi di accantonamento include quanto meno le nuove NPE classificate come tali a partire da gennaio 2018…”.

 

In questo quadro, però, il risvolto positivo potrebbe essere espresso dall’accelerazione del mercato degli Npl. Secondo gli esperti di PwC, nonostante le numerose sfide di carattere regolatorio, contabile e gestionale, il 2018 potrebbe essere l’anno della svolta definitiva, con un volume di cessioni che potrà raggiungere i 70 miliardi.