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Actinvest stima ulteriore debolezza del dollaro

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Il 2007 sarà l’anno dell’euro? Così si apre una nota degli analisti di Actinvest che stimano un ulteriore fase di debolezza per il biglietto verde nel medio-lungo termine.
Durante l’ultimo anno, evidenziano gli analisti, gli scenari macroeconomici dell’Europa e degli Stati Uniti sono stati completamente opposti. In Europa si esce da una fase di lunga recessione cominciata nel 2001 e si comincia una fase di strette monetarie che hanno riportato i tassi di interesse dal 2% al 3.50%. Negli Stati Uniti, prosegue il report, la fase di forte espansione degli anni passati, caratterizzati da una serie di strette monetarie che hanno portato i tassi di interesse americani dall’1% del 2004 agli attuali 5.25%, comincia a mostrare i primi segnali di rallentamento, accentuati specialmente dalla crisi del mercato immobiliare.
Secondo Actinvest, nel medio-lungo termine, la moneta americana resterà debole poiché l’economia europea ha intrapreso un ritmo di crescita sostenuta e anche per il 2007 le previsioni sono per un rialzo del Pil del 2.5-2.6%. Gli analisti ritengono quindi che la Bce si adopererà per il contenimento dell’inflazione sotto il 2% obiettivo, attraverso una nuova serie di strette monetarie che agevolerebbero ulteriormente l’apprezzamento della moneta europea sul dollaro. Al contrario, infatti, l’outlook sull’economia americana per il 2007 è per un ulteriore rallentamento, il che dovrebbe portare la Fed a un taglio dei tassi ufficiali, attualmente al 5.25%, per rilanciare gli investimenti. Tale scenario di medio periodo sarà reso possibile solo se i prezzi dei prodotti energetici rimarranno contenuti, permettendo di mantenere sotto controllo il pericolo inflattivo. Inoltre altri fattori stanno contribuendo a sostenere la moneta europea, quali l’aumento delle riserve mondiali a discapito del biglietto verde e a favore dell’Euro e la speculazione per le attese dei mercati, che per il 2007 scommettono sulla moneta europea.
Nel breve termine la visione di Actinvest rimane invece per una sostanziale stabilità del rapporto di cambio tra le due monete. L’economia americana, seppur in rallentamento, non mostra ancora segnali di recessione e la Fed, concludono gli analisti, potrebbe orientarsi su un ulteriore mantenimento dei tassi anche nel corso del primo trimestre del 2007.