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ACS conferma: allo studio offerta su Abertis. Segno meno per Atlantia

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Nuovo capitolo della saga Atlantia-Albertis. In attesa che l’Authority dei mercati finanziari spagnoli (Comisión Nacional del Mercado de Valores, CNMV) si pronunci sull’offerta della società italiana, e comunque l’esecutivo potrebbe opporsi se l’operazione dovesse essere valutata in contrasto con gli interessi strategici del Paese, il Gruppo ACS ha annunciato di star valutando l’ipotesi di una controfferta.

Azionista di riferimento di Albertis fino al 2012, ACS, attivo nel comparto delle costruzioni e delle infrastrutture, potrebbe presentare l’offerta per il tramite della controllata tedesca Hochtief e con il supporto di investitori internazionali. “Confermiamo di avere allo studio […] una possibile contro-Opa su Albertis”, riporta una nota indirizzata all’Autorità di controllo del mercato. Al momento però, “la questione non è stata sottoposta all’approvazione del Cda” e “non è stata presa alcuna decisione in merito”.

Qualche giorno fa, la testata spagnola Expansion aveva parlato di una possibile contro-offerta da parte del gruppo aeroportuale Aena, che ha fatto sapere di aver analizzato il dossier e di averlo respinto, mentre un paio di settimane fa i ben informati riportavano la notizia di un’offerta da parte di JP Morgan e Globalvia.

In attesa che ACS si pronunci, sul tavolo restano gli oltre 16 miliardi di Atlantia, che a maggio ha offerto 16,5 euro in carta e contanti (aprendo anche all’eventualità di un cash-only) con l’obiettivo di creare il campione mondiale delle autostrade.

Visto che una controfferta potrebbe vanificare un’operazione gradita dagli analisti e comportare uno sforzo economico maggiore, il titolo Atlantia al momento quota in rosso dell’1,36% a 25,45 euro. L’ipotesi di asta spinge invece Abertis Infraestructuras, in rialzo a Madrid dell’1,76% a 16,79 euro.