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Acque Potabili, al via offerta azioni per sviluppo in Sicilia e riduzione debito

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Prende il via quest’oggi per concludersi il 29 novembre l’offerta di azioni Acque Potabili, società controllata in misura paritetica dalla genovese Iride Acqua Gas (ex Amga) e Società metropolitana acque Torino (Smat). Il gruppo attivo lungo l’intera catena del servizio idrico integrato controlla a sua volta al 100% l’Acquedotto di Savona e l’acquedotto Monferrato e al 52% Acque Potabili siciliane. Proprio attraverso quest’ultima, Acque Potabili si è recentemente aggiudicata, come capofila di un raggruppamento di imprese, la gara di affidamento trentennale del servizio idrico nella provincia di Palermo, che consentirà di raddoppiare il numero di utenti serviti. L’offerta che prende il via oggi comprende un’offerta pubblica e un collocamento istituzionale e ha per oggetto un massimo di 10,25 milioni di azioni ordinarie in arrivo da un aumento di capitale. Una volta terminata l’offerta globale, il mercato deterrà una partecipazione pari a circa il 37,4% del capitale sociale di Acque Potabili, che potrebbe salire a circa il 40% in caso di integrale esercizio della cosiddetta “greenshoe”. Il prezzo massimo di offerta è stato determinato in 4,80 euro, che, al netto delle commissioni legate all’operazione, corrisponde a un ricavato di 46,54 milioni di euro. Il ricavato dell’aumento di capitale a servizio dell’offerta sarà utilizzato sia per ridurre l’indebitamento finanziario (che al 30 settembre si attestava a circa 67 milioni di euro), sia per coprire parte degli investimenti che Acque Potabili siciliane dovrà sostenere per effetto dell’aggiudicazione della concessione nell’area di Palermo, il cui ammontare si attesta a 145 milioni nei prossimi cinque anni, al netto dei contributi pubblici a fondo perduto. “I proventi in arrivo dall’operazione – ha specificato Francesco Sava, uno degli amministratori delegati di Acque Potabili, intervenendo all’incontro stampa di questa mattina – saranno utilizzati in misura prioritaria per finanziare lo sviluppo ma saranno anche utilizzati per abbattere il debito. In questo senso abbiamo già stipulato un accordo di razionalizzazione del debito”.