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Acque agitate intorno a Deutsche Bank, soci in rivolta

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Assemblea dei soci di Deutsche Bank turbolenta e dominata dalle proteste per le migliaia di tagli e per l’aspro dibattito sul capitalismo da cavallette scatenato giorni fa dai vertici socialdemocratici. Al centro delle critiche il top manager svizzero, Joseph Ackermann, presidente del consiglio di amministrazione della banca. Il quale, per la prima volta, trattenendo la calma nel corso dell’assemblea ha difeso a spada tratta il suo istituto definendo “vergognoso” il dibattito contro il capitalismo. E ha accusato il capo dei socialdemocratici, Muntefering, di risfoderare “un vocabolario da socialismo reale. Non lo dice Ackermann, ma il ricordo è nell’aria: in una caccia alle streghe del passato, Deutsche Bank, nel 1989 ha perso il capo storico, Alfred Herrhausen, ucciso in un attacco terroristico delle Raf. Comunque sia nessuno vuole un modello di capitalismo puro. Deutsche vuole espandersi, crescere anche con un’acquisizione. Morale: secondo Ackermann DB è sulla buona via per raggiungere l’obiettivo di ritorno azionario pari al 25%. Per questo nonostante le critiche massicce che da quasi tre mesi fanno apparire la banca tedesca all’opinione pubblica come l’incarnazione tout court del capitalismo, il manager svizzero tiene duro. Ribadendo la necessità di attuare gli oltre 6.000 tagli, di cui un paio di migliaia in Germania, preventivati nello scorso febbraio.