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Acqua: per Credit Suisse nel 2025 problemi scarsità per 64% popolazione mondiale

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La scarsità d’acqua non è certo una novità, ma con il sopraggiungere dell’estate e la fine dei lavori del G8 hanno dato lo spunto agli analisti di Credit Suisse di fare il punto della situazione. Tragica. Secondo il broker svizzero non c’è da stare per niente allegri. “L’uso dell’acqua sta aumentando a un tasso doppio a quello della crescita della popolazione per effetto dell’urbanizzazione, di prodotti agricoli a intenso uso di acqua, di un progresso dell’industrializzazione nei mercati emergenti e dell’impatto del cambiamento climatico”, osservano gli esperti nella nota diffusa oggi. Dall’altra parte, la fornitura di acqua rimane invece statica. Da qui si intuisce come il rapido tasso di crescita della domanda diventi fonte di preoccupazioni. Secondo il broker, circa un terzo della popolazione mondiale vive attualmente in paesi dove c’è una forte scarsità di acqua. “Stimiamo che nel 2025, 18 paesi avranno una domanda superiore alla disponibilità e 58 paesi, cioè circa il 64% della popolazione globale, saranno sotto una forte pressione”, calcolano gli analisti. Di fronte a queste stime per niente confortanti, gli esperti di Credit Suisse suggeriscono alle imprese del settore di accrescere la spesa nelle relative infrastrutture del 6,7% ogni anno.