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L’accordo anti-fiscal cliff si allontana, segno più per le valute rifugio

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Lo stallo nelle trattative per evitare il fiscal cliff, il cocktail formato da aumenti delle aliquote sui redditi personali e tagli alla spesa pubblica che minaccia la prima economia, spinge al rialzo l’avversione al rischio.

Il mancato raggiungimento del quorum questa notte ha impedito alla Camera di votare il “piano B”, il piano preparato dal repubblicano Boehner che prevedeva un incremento della tassazione per i redditi superiori al milione di dollari. Per un riesame bisognerà aspettare qualche giorno.

“La view più probabile -ha rilevato Vincenzo Longo, Market Strategist di IG- è che si raggiunga un accordo di massima per evitare che tagli automatici alla spesa e aumento della pressione fiscale coinvolga la maggior parte dei cittadini”. Secondo Longo “si cercherà in ogni caso solo di comprare tempo in attesa che si raggiunga un vero e proprio accordo verosimilmente a metà del 2013”.

Nonostante il sostanziale ottimismo degli operatori, la cautela è d’obbligo e sta spingendo al rialzo dollaro e yen che vedono i cross con la moneta unica portarsi a 1,3175 e a 110,87, rispettivamente lo 0,4 e lo 0,8 per cento in meno rispetto al dato precedente.

Le tensioni innescate dal possibile precipizio fiscale hanno fatto passare in secondo piano le indicazioni migliori delle attese arrivate dagli indici statunitensi relativi l’andamento degli ordini di beni durevoli (+0,7%) e i redditi personali (+0,6%).