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L’accordo anti fiscal cliff scatena le vendite sulle valute rifugio

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La fine dell’incubo “fiscal cliff” spinge al rialzo la propensione al rischio. L’approvazione dell’accordo anti “precipizio fiscale” da parte dei due rami del parlamento statunitense sta spingendo gli acquisti delle valute ad alto rendimento a scapito delle monete rifugio come il dollaro Usa e lo yen.

L’intesa tra democratici e repubblicani prevede un incremento della tassazione dal 35 al 39,5% per i nuclei famigliari con redditi oltre i 450 mila dollari e per i singoli con redditi oltre 400 mila dollari. La tassazione sulle plusvalenze e sui dividendi salirà del 5% al 20% e la deadline per trovare un’intesa sui tagli alla spesa è stata prorogata di due mesi.

“Rimangono però ancora diversi nodi da sciogliere nei prossimi mesi, come il taglio della spesa pubblica e il tetto al debito, ora fissato a 16.400 miliardi di dollari, per i quali le opposizioni dei repubblicani potrebbero essere molto più insistenti”, rileva Vincenzo Longo, Market Strategist di IG. “Per ora -continua l’analista- si è comprato soltanto del tempo e torneremo presto a parlare di questi problemi nel corso dei prossimi mesi”.

In questo contesto l’eurodollaro sale di mezza figura a 1,3250 dopo aver sfiorato quota 1,33 a 1,3299, il livello maggiore da due settimane. “Sull’euro/dollaro il target 1,3485 rimane il principale obiettivo nel breve”, ha detto Longo.

Massimo da luglio 2011 per il cross con lo yen, salito in quota 115,98, e segno più anche per l’incrocio dollaro/yen che a 87,310 ha toccato il livello maggiore dal luglio 2010.