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Abolizione province: verso il sì al Senato tra le polemiche, governo pone fiducia

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Primi problemi in Parlamento per il nuovo governo Renzi. Ieri la maggioranza è andata sotto due volte su due emendamenti presentati in commissione Affari costituzionali al Senato. Inoltre il voto sulla pregiudiziale di costituzionalità, richiesta dal Movimento 5 Stelle, non è passato per un pugno di voti. L’Aula del Senato ha respinto la richiesta del M5S sul ddl Province con 115 voti a 112 e un’astensione. 
Oggi è prevista la votazione definitiva del testo al Senato, che salvo imprevisti dovrebbe andare a buon fine in serata. Il via libera del Parlamento deve infatti arrivare in tempi brevissimi poiché senza l’approvazione del testo entro il 5 aprile, per le Province da eliminare scatterebbe l’incombenza del passaggio elettorale. 
Governo pone la fiducia
Il Consiglio dei Ministri di questa mattina ha così deciso di deliberare di porre la questione di fiducia sul disegno di legge recante disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni (Ddl province) all’esame oggi del Senato. 

Renzi: con ddl Province via indennità per 3000 politici 
“Se domani passa la nostra proposta sulle province, tremila politici smetteranno di ricevere un’indennità dagli italiani”, è stato il messaggio via Twitter lanciato ieri dal premier Matteo Renzi, per puntellare al massimo la riforma che porterà alla abolizione delle Province. L’abolizione delle Province secondo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, consentirà un risparmio di quasi 2 miliardi di euro e una riduzione delle cariche politiche. 
La riforma targata Delrio prevede, fino al 31 dicembre 2014, una fase di “accompagnamento” e quindi per 9 mesi le giunte provinciali continueranno a operare. Poi dal 1 gennaio 2015 la riforma entrerà nel vivo.