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Abn, tre buoni motivi per restare in Capitalia

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Ormai è questione di giorni. La scadenza è fissata per il 15 di settembre, ma è possibile che la scelta arrivi in anticipo. Gli olandesi di Abn Amro faranno sapere ai vertici di Capitalia, che domani approva i conti semestrali, se intendono rimanere nel patto di sindacato del gruppo romano mantenendo l’attuale quota del 7,7%. L’orientamento sembra proprio quello di mantenere inalterato il presidio nella banca presieduta da Cesare Geronzi. Tre sono i motivi. Uscendo oggi la plusvalenza sarebbe elevata ma il probabile coinvolgimento di Capitalia nel risiko bancario potrebbe portare ad una ulteriore rivalutazione del titolo. Il secondo motivo è di tipo industriale: in caso di alleanze di Capitalia, Abn potrebbe beneficiarne per crescere in Italia attraverso la controllata Antonveneta puntando magari agli sportelli che dovessero risultare in eccesso post-fusione. Infine c’è la necessità di Abn di crescere sui mercati esteri vista la ristrettezza del mercato olandese. L’azionariato frammentato dell’istituto guidato da Rijkman Groenink, con la consorella Ing al 6,5% e gli altri azionisti tutti sotto la soglia dell’1%, e una capitalizzazione di soli 42 miliardi di euro, rendono Abn Amro facilmente scalabile e quindi l’esigenza di crescere è quasi un’urgenza.