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Abn Amro progetta un nuovo ricorso al Tar

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“A causa dei rischi tipici di mercato non vi è certezza assoluta per tutti gli aderenti all’Opas che eventualmente intendono liquidare i titoli offerti in scambio (Bpi e Reti Bancarie Holding) nei giorni immediatamente successivi alla data di pagamento del corrispettivo dell’offerta, di ottenere un corrispettivo quanto meno pari a quello previsto dall’offerta promossa da Abm Amro”. E’ contenuta in questo stralcio del prospetto informativo dell’Opas della Banca Popolare Italiana (ex Lodi) su Antonveneta, disponibile da ieri sul sito internet della banca, la ragione che potrebbe spingere Abn Amro a ricorrere nuovamente al Tar, in questo caso contro l’autorizzazione concessa dalla Consob all’offerta della banca guidata da Gianpiero Fiorani. Mentre infatti il pagamento di Abn Amro sarebbe certo e pari a 26,5 euro per azione, nel caso del pagamento parte cash e parte in “carta” proposto da Bpi, la certezza non può essere totale, perchè le azioni dei due istituti offerte in scambio, potrebbero erdere terreno in Borsa. Proprio per tale motivo la Popolare Italiana ha per questo motivo offerto un paracadute per i primi cinque giorni di conguaglio, per rispettare il totale di 27,5 euro offerti ai risparmiatori ma secondo Abn Amro proprio l’avvertenza contenuta nel prospetto informativo mette in discussione “il carattere migliorativo dell’offerta”.