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Abi: rallenta il calo dei prestiti, nuovi record per le sofferenze

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“A settembre, prima della piena operatività della Tltro, è in ulteriore miglioramento la dinamica dei prestiti bancari”. Lo rileva l’Abi nel suo consueto Rapporto mensile. Il complesso dei finanziamenti registra una ancor più lieve contrazione su base annua (-2,3% in miglioramento rispetto al -2,5% del mese precedente e dal -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo). I finanziamenti a famiglie e imprese si posizionano al -0,9% come variazione annua a settembre dal -1,2% del mese precedente e -4,5% a novembre 2013. Questo di settembre 2014 per i prestiti bancari è il miglior risultato da maggio 2012. Inoltre, tale dinamica dei prestiti bancari, ancorché in misura più limitata, non è una caratteristica solo italiana ma si registra anche a livello dell’intera area dell’euro. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.819,5 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.420 miliardi di euro.

Tassi su nuovi mutui sui minimi da marzo 2011
Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è ridotto al 3% (3,12% il mese precedente e segnando il valore più basso da marzo 2011; 5,72% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è ridotto al 2,87% (il valore più basso da febbraio 2011) dal 2,95% di agosto 2014 (5,48% a fine 2007). Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,76% (3,78% il mese precedente; 6,18% a fine 2007).

Sofferenze su nuovi record a quasi 174 miliardi
A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta e le sofferenze lorde sono risultate ad agosto pari a quasi 174 miliardi, dai 172,4 miliardi di luglio. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 9,2% ad agosto 2014 (7,3% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 15,5% per i piccoli operatori economici (13,1% ad agosto 2013; 7,1% a fine 2007), il 15,2% per le imprese (11,7% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 6,7% per le famiglie consumatrici (6,1% ad agosto 2013; 2,9% a fine 2007). Anche le sofferenze nette registrano ad agosto un aumento, passando dai 78,2 miliardi di luglio ai 79,5 miliardi di agosto. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,41% ad agosto dal 4,30% di luglio 2014 (3,93% ad agosto 2013; 0,86%, prima dell’inizio della crisi).

Raccolta scende a settembre
Diminuita su base annua la raccolta a medio e lungo termine cioè tramite obbligazioni (a settembre -10,6%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di quasi 55 miliardi di euro), il che penalizza l’erogazione dei prestiti a medio e lungo termine. Mentre i depositi aumentano – sempre a settembre – di oltre 45 miliardi di euro rispetto all’anno precedente (su base annua, +3,8%, +3% ad agosto). L’andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a settembre una diminuzione di circa 9,6 miliardi rispetto ad un anno prima, manifestando una variazione su base annua di -0,6% (-1% ad agosto), risentendo della dinamica negativa della raccolta a medio e lungo termine. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.708,5 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di quasi 196 miliardi.