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Abi: migliora la dinamica prestiti alle famiglie, tassi sui mutui ai minimi storici

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Sempre segno meno per i prestiti bancari, ma in miglioramento. Il rapporto ABI di ottobre evidenzia come a ottobre la dinamica dello stock dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese, la cui variazione percentuale su base annua è -0,3% nei confronti di ottobre 2015, risulta in miglioramento sia rispetto agli ultimi mesi (-0,4% a settembre 2016) sia, soprattutto, nel confronto con il picco negativo di -4,5% toccato a novembre 2013. Il totale dei prestiti all’economia (aggregato che include famiglie, imprese e pubblica amministrazione) ha segnato una variazione annua di -0,1%, in miglioramento dal -0,6% del mese precedente.

Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono cresciuti da 1.673 a 1.804,3 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.402,5 miliardi di euro. L’ammontare dei prestiti erogati dalle banche operanti in Italia risulta decisamente superiore all’ammontare complessivo della raccolta (1.661,7 miliardi).

Tasso mutui si conferma ai minimi storici
Dal rapporto mensile dell’ABI emerge che l’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie ha registrato una variazione positiva di +2,1% rispetto a settembre 2015 (quando già si manifestavano segnali di miglioramento).
Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al minimo storico di 2,02%, lo stesso valore del mese precedente (5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. Al minimo storico anche il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato all’1,45%, era pari a 1,50% il mese precedente (5,48% a fine 2007).

Banche: sofferenze nette in lieve calo a settembre
Si confermano in calo, anche se moderato, le sofferenze bancarie. A settembre le sofferenze nette, ossia al netto delle svalutazioni già effettuate dalle banche con proprie risorse, si collocano a 85,1 miliardi di euro, un valore lievemente inferiore rispetto agli 85,4 miliardi di agosto, proseguendo quindi la riduzione delle sofferenze nette che erano pari a 89 miliardi a dicembre 2015. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,79% a settembre 2016, dal 4,81% di agosto 2016 (era il 4,94% a fine 2015 e lo 0,86% prima dell’inizio della crisi).