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Abi: dopo tre anni l’offerta annua di credito torna a espandersi, si conferma boom mutui

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Tornano ad aprirsi i rubinetti del credito. Il rapporto Abi di settembre evidenzia come, dopo ben 37 mesi, ad agosto sia tornata positiva la variazione annua del totale prestiti al totale settore privato (+0,3%) e al totale dell’economia (che include anche la pubblica amministrazione), +0,6%. Inoltre nei primi 7 mesi dell’anno i finanziamenti alle imprese hanno segnato un incremento di circa il +16% sul corrispondente periodo dell’anno precedente (gennaio-luglio 2014).

Balzo dell’82,2% dei mutui erogati, i due terzi sono a tasso fisso 
Per le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili, sempre nello stesso periodo, si è registrato un incremento annuo del +82,2% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. L’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti è pari, nei primi 7 mesi del 2015, a circa il 27,7%. Nell’analogo periodo, le nuove operazioni di credito al consumo hanno segnato un incremento del +24,3%. Ad agosto 2015 il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione prossima allo zero (-0,1%) nei confronti di agosto 2014, -0,4% il mese precedente e migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. 
Quello di agosto è stato per i prestiti bancari a famiglie e imprese il miglior risultato da aprile 2012. 

Tasso sui prestiti ai nuovi minimi storici 
Ancora in calo ad agosto i tassi di interesse sui prestiti. Dal rapporto Abi di settembre emerge che il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,36%, minimo storico (3,39% il mese precedente; 6,18% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato al 2,06% (il valore più basso da maggio 2010), lo stesso valore del mese precedente (5,48% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,81% (2,75% il mese precedente; 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. 

Banche: sofferenze lorde salgono ancora
Le sofferenze lorde sono risultate a luglio pari ad oltre 197 mld, nuovo picco storico, dai 195,8 mld di giugno 2015 Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 10,3% a luglio (9% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 17,1% per i piccoli operatori economici (15,3% a luglio 2014; 7,1% a fine 2007), il 17,4% per le imprese (14,8% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 7,1% per le famiglie consumatrici (6,6% a luglio 2014; 2,9% a fine 2007). Lo riporta oggi il rapporto mensile dell’Abi. Anche le sofferenze nette registrano a luglio 2015 un aumento, passando da 84,2 miliardi di giugno a 84,8 miliardi di luglio. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,68% a luglio 2015 dal 4,62% di giugno 2015 (4,30% a luglio 2014; 0,86%, prima dell’inizio della crisi).