1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Abi: 8 banche su 10 sono attive sui social network

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Le banche italiane sono sempre più “social”. Secondo un’indagine realizzata dall’Abi in collaborazione con KPMG Advisory su istituti di credito che rappresentano il 75% del totale attivo del settore, l’85% delle banche intervistate è presente sui canali social e un ulteriore 7% è pronto ad esserlo nel prossimo anno. Otto banche su dieci sono quindi già presenti sui social e, se si considerano quelle che hanno in programma di esserlo a breve, nove banche su dieci sono interessate al tema. Insomma, l’orizzonte è social, nel senso che le banche guardano con attenzione al mondo dei social network, come Facebook, YouTube, Twitter e LinkedIn, i grandi aggregatori di contatti e relazioni che permettono la comunicazione e la condivisione di testi, immagini e video. Quanto a temi delle conversazioni social si toccano aree molto varie, non solo quella economica. Ad esempio, la promozione dell’arte e della cultura, lo sport, il turismo, i viaggi sono di interesse e possono essere utili per ingaggiare le persone. A ciò si aggiungono naturalmente tutti i classici argomenti economico-finanziari. La pianificazione dei contenuti da veicolare è un’attività sempre più rilevante: 83% delle banche ha definito un piano editoriale per i social media.
La gestione dei canali social viene considerata strategica da parte degli istituti di credito. Stando ai dati dell’indagine presentata oggi, il 97% ne mantiene il controllo, con un team totalmente interno oppure attraverso un team misto, composto da risorse della banca affiancate da agenzie/società esterne. Dal punto di vista organizzativo, la prospettiva è multidisciplinare e multifunzionale, con il coinvolgimento soprattutto delle funzioni marketing e commerciali, seguite dalle unità dedicate alla comunicazione e alle relazioni esterne. L’introduzione dei canali social ha portato cambiamenti organizzativi, ma soprattutto culturali con la diffusione di nuove forme di comunicazione ‘orizzontali’, basate sulle competenze e del coinvolgimento ‘diffuso’ delle risorse nelle scelte aziendali.