1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Abe riporta gli investitori internazionali in Giappone. Pil in espansione per il sesto trimestre consecutivo

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN
 
 
Le proporzioni della vittoria elettorale di Shinzo Abe sono sorprendenti. Ora, con questa nuova “super maggioranza”, il nuovo governo potrà continuare con la sua agenda e, anzi, farà avanzare in modo ancora più deciso le proprie politiche economiche, le cosiddette Abenomics, portando a un ulteriore aumento il tasso di crescita del Paese.
 
Fenomeno Giappone
 
Il Giappone peraltro si presenta già come un’economia molto brillante rispetto all’andamento globale, e anche del solo mondo occidentale. La produzione industriale si è ripresa da una perdita dello 0,8% in luglio sul mese precedente, con un aumento del 2,1% in agosto. La crescita del Pil del primo trimestre 2017 è stata rivista al ribasso al +2,5% annualizzato, ma ha confermato il solido slancio con l’espansione del Pil per il sesto trimestre consecutivo.
Per quanto riguarda i risultati societari, se da un lato la crescita degli utili nei prossimi trimestri potrebbe rallentare dopo il forte primo trimestre (+18,5% a/a), le previsioni di consenso indicano ancora una solida crescita degli utili ricorrenti del +8,6% per il 2017 nel suo complesso.
 
Le mosse di Abe
 
Ma quali inziative ha in cantiere il premier giapponese? “Abe punta ad alzare l’IVA per una seconda volta, scommettendo sul fatto che nel 2019 l’economia sarà in grado si sostenere gli effetti di questa misura e, dal momento che gode di una larga maggioranza, probabilmente riuscirà a far passare il provvedimento”, spiega Albert Abehsera, gestore del fondo Ubam-Ifdc Japan Opportunities Equity di UBP. “Se – aggiunge il gestore – al contrario l’economia dovesse indebolirsi prima di allora, cosa che difficilmente si verificherà se non interverranno fattori esterni come eventi geopolitici, è probabile che il primo ministro riveda la sua decisione”.
 
Kuroda alla Bank of Japan
 
Dopo quella di Shinzo Abe, ci potrebbe essere la riconferma anche di Kuroda a capo della Bank of Japan. Riconferma resa probabile dal fatto che l’operato del banchiere è da considerarsi positivo, dal momento che, sebbene il Giappone non abbia ancora sconfitto del tutto la deflazione, sembra ben avviato sul percorso che lo porterà a questo obiettivo. “La domanda interna sta aumentando anche grazie al QE (che è stato due volte più consistente di quello della Fed, non in termini assoluti, ma rispetto al Pil), e anzi si può affermare che senza di esso non si potrebbe parlare di Abenomics”, spiega Abehsera.
Per quanto riguarda le prossime mosse di politica monetaria, gli osservatori non prevedono grandi cambiamenti nel breve termine.
Che Kuroda sia riconfermato o meno, sicuramente non ci attendiamo un intensificarsi del QE, poiché gli acquisti di asset sul mercato sono già così consistenti che un ulteriore aumento renderebbe poi più arduo il processo di uscita dal programma”, conferma il gestore. La politica monetaria rimarrà quindi più o meno invariata in attesa dell’inizio del tapering, di cui si comincerà a parlare, forse, non prima di un anno.
 
Flussi in entrata
 
In questo contesto, i flussi finanziari indicano che anche gli investitori stranieri sono recentemente tornati con interesse a investire nell’azionario giapponese, considerato che le valutazioni sono ancora molto più basse rispetto ad altri mercati.
Se guardiamo al price to book ratio, negli Usa è quasi tre volte più alto e in Europa è il doppio – dice Abehsera – quindi da un punto di vista relativo, questo è un mercato ancora conveniente, sebbene sia arrivato ai massimi da vent’anni”.
Inoltre, le società registrano buoni risultati e aumentano i dividendi. “Il ROE è molto più alto rispetto a pochi anni fa, passando dal 5% all’8%, e probabilmente salirà ulteriormente al 10%, e forse 12%”, aggiunge Abehsera. Che conclude: “Stando anche ai micro-fondamentali, tutto indica che conviene investire nell’azionario giapponese”.