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Abaxbank: situazione del petrolio resta seria, ma ben controllabile

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Il mercato del petrolio non fa più scintille da qualche giorno. Ma possiamo davvero stare tranquilli? “Sul petrolio, fumo e polvere hanno raggiunto livelli elevati, con un rumore di fondo a tratti elevato. Prima si è confezionata una storia rialzista, gonfiando un inesistente pericolo venezuelano e un improbabilissimo pericolo Yukos per farsi un giro a 50 dollari. Si è sfruttata in proposito, più che la clientela speculativa degli hedge fund troppo smaliziati, quella degli utilizzatori industriali, tipo linee aeree, che volevano garantirsi da ulteriori rialzi. Poi si è preso a smontare tutto, e in questa azione di smantellamento siamo probabilmente a metà strada”, commenta Alessandro Fugnoli, capo economista di Abaxbank. “Domanda e offerta reali procedono in equilibrio. Venezuela e Yukos sono ormai dei non eventi, mentre gli oleodotti iracheni rimangono chiusi un giorno sì e un giorno no e, per il momento, basta fare la media”. Dunque cosa possiamo aspettarci? “Ribadiamo ancora una volta che la situazione reale del petrolio resta seria e delicata, ma al momento ancora ben controllabile anche in presenza di traumi limitati, come la chiusura a singhiozzo degli oleodotti iracheni”, conclude l’esperto.