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AbaxBank: “Non bisogna associare il profit warning GM a Fiat”

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Aria pesante sul comparto auto, ma per AbaxBank non bisogna generalizzare. “Le ragioni alla base delle brutte notizie di ieri non sono necessariamente da associare a tutti i car-makers, e ancor meno a Fiat che non ha esposizione sul mercato americano e che non è nemmeno esposta su questo tipo di segmento”, dicono gli analisti, in un nota uscita oggi e raccolta da Spystocks. Ieri tutto il settore auto è stato influenzato negativamente dal profit warning lanciato da General Motors, che ha rivisto le proprie indicazioni sul primo trimestre da un sostanziale pareggio ad una perdita per azione di 1,5 dollaro per azione e l’obiettivo di cash flow per l’intero 2005 da +2 miliardi di dollari a -2 miliardi di dollari. “La notizia ha determinato un impatto negativo su tutto il settore, a livello mondiale, e Fiat è riuscita a difendersi, performando meglio dei peers, grazie unicamente ai rumors sulle alleanze con altri car-makers, che stanno interessando il titolo in questi giorni”, spiegano gli analisti di Abaxbank. “Teniamo però a precisare una cosa importante, che riteniamo possa mitigare questo effetto domino di GM sui produttori europei: il profit warning di ieri secondo quanto dichiarato dai vertici stessi di GM è da ricondurre alla situazione interna sul mercato americano”, notano. “Nei primi due mesi dell’anno, infatti, GM ha visto scendere la propria market share di quasi 3 punti percentuali dal 27,6% medio del 2004 al 24,7%, ed è questo il problema principale che peserà sul primo trimestre 2005. La ragione del calo consistente della quota di mercato è in buona parte attribuibile all’andamento del costo del carburante: i continui rialzi del prezzo del petrolio stanno penalizzando soprattutto le auto di grossa cilindrata. General Motors ha come punto di forza proprio questo segmento negli Stati Uniti, quello dei Suv e dei pick-up, che notoriamente hanno consumi molto penalizzanti”, spiegano ancora ad Abaxbank.