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AbaxBank, Fugnoli: “puntare sull’azionario rispetto ai bond”

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“Il croupier non ha ancora lanciato la pallina, l’espansione non
è ancora finita, c’è ancora un domani. Non bisogna confondere i minicicli del petrolio con la fine del ciclo di crescita”. Ecco la lezione di approccio ai mercati di Alessandro Fugnoli, capoeconomista di AbaxBank. Dunque con questa dritta in tasca dove possono investire i coraggiosi? “Bisogna decidere se si vuole guardare a tre-sei mesi o se si vuole guardare a due anni. Nel primo caso il rapporto tra rischio è opportunità ci sembra migliore per l’azionario che per l’obbligazionario. Se invece si guarda a due anni è ben possibile che l’azionario vada incontro a delle difficoltà, ma non è detto che l’obbligazionario sia un porto molto più sicuro”, risponde nella nota raccolta da Finanza.com il capoeconomista. “Due anni sono del resto un periodo nel quale un terzo elemento, quello strutturale ossia lo squilibrio tra America e Asia, può prendere il sopravvento su quello ciclico, l’espansione e la sua fine, e su quello miniciclico, il petrolio. Ciò che rende difficile fare previsioni sull’elemento strutturale è la natura eminentemente politica, e quindi in un certo senso arbitraria, della sua evoluzione futura”, sottolinea Fugnoli. Anche se l’esperto nota che “l’elemento strutturale, in ogni caso, ci porta a privilegiare l’azionario rispetto ai bond”. Secondo la sua analisi, “America, Cina e Giappone hanno in comune un fortissimo interesse a mantenere un assetto espansivo per l’economia globale”. Insomma “la voglia di attaccare briga è tanta e potrebbe diventare irresistibile in caso di recessione. Proprio per questo, alla fine, si preferisce continuare a collaborare per prolungare la crescita. Se la collaborazione neutralizzerà i rischi strutturali, il ciclo morirà di morte naturale e dolce in qualche punto del 2006 o del 2007”. Fugnoli arriva poi alla felice conclusione che c’è ancora tempo per due o tre minicicli sul petrolio e per giocare la rotazione tra petroliferi e resto delle Borse. “Quando il greggio è forte si vendono petroliferi e si compra il resto. Quando il greggio si indebolisce, come accade da un mese e come potrebbe continuare a succedere nelle prossime settimane, si vende gradualmente il resto che si è comperato e si comperano petroliferi. Mesdames et messieurs, faites vos jeux. C’è ancora tempo”.

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