Aaii: gennaio è lo specchio di un intero anno?

Inviato da Alessandro Piu il Ven, 06/01/2012 - 12:31
Ci sono buone probabilità che Wall Street concluda positivamente la prima ottava del nuovo anno. Una condizione ben diversa da quella in cui si trovano le Borse europee. L'indice S&P500 in particolare, ha incamerato nelle prime tre sessioni del 2012 un rialzo superiore all'1,5 per cento. "Come vanno i primi cinque giorni del mese di gennaio, così andrà l'intero mese" recita una massima del mondo della finanza.

A citarla e il Barometro di gennaio dell'Associazione degli investitori indipendenti americani (Aaii), insieme con il corollario che l'esito del mese di gennaio determina l'andamento dell'intero anno di Borsa. E in effetti i dati storici sembrano dare ragione al modo di dire.

"Dal 1950" si legge nella pubblicazione dell'Aaii "i primi 5 giorni di gennaio si sono conclusi al rialzo 38 volte e in 33 casi il bilancio mensile è stato positivo, pari a una percentuale di successo dell'87%. E nell'88% delle rilevazioni un mese di gennaio in buon guadagno ha avuto come contraltare un anno al rialzo".

La regola vale, ma solo al rialzo. La percentuale di successo si riduce infatti a livelli nelle vicinanze del 50% rispettivamente se i primi cinque giorni del mese si sono conclusi al ribasso e se l'intero mese è stato caratterizzato dal segno meno.

Tutto bene quindi? Probabilmente sì ma il Barometro lascia aperto il dubbio. Settimana prossima inizia la stagione delle trimestrali e "i profit warning lanciati dalle compagnie dell'S&P500 sono stati superiori alle revisioni al rialzo in un rapporto di 3,6". Si tratta del ratio più elevato dal secondo trimestre 2001. "Le previsioni sulla crescita degli utili nel quarto trimestre - prosegue il documento dell'Aaii - sono state di conseguenza riviste al ribasso". La revisione sarà stata sufficiente per permettere alla maggioranza delle compagnie di battere le aspettative? Se sì, conclude l'Aaii l'intero mese di gennaio si concluderà bene. In caso contrario, se gennaio chiuderà al ribasso, saranno da monitorare il procedere della crisi dei debiti sovrani in Europa e le notizie in arrivo da Washington in attesa della tornata elettorale per determinare se il segnale negativo di gennaio diventerà meno affidabile rispetto al 50% di precisione mostrato finora.

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