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AAA: cercasi capacità di trasporto nel gasdotto Tag

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Risale al novembre scorso la decisione di Paolo Scaroni di mettere in vendita, su pressione dell’Antitrust, i frutti del potenziamento del gasdotto Tag, che dal confine austro-slovacco di Baumgarten arriva a quello italiano e che appartiene per l’89% all’Eni e per la restante parte all’austriaca Omv. 3,2 miliardi di metri cubi l’anno, un’affare da 6-700 milioni di euro l’anno per venti anni a partire dall’ottobre 2008. Garanzie finanziarie richieste per prendere parte della torta? Molto basse, 200mila euro più una frazione legata alla capacità richiesta. E così ben 146 dei 149 partecipanti alla compravendita si sono aggiudicati ciscuno una piccolissima fetta da 22,5 milioni di metri cubi, un’inezia che può valere oro. E non è un caso che nella lista degli acquirenti si trovino società di tutti i tipi, dagli speculatori alle società di trading, alle grandi mulitnazionali. Anche la Central Energy di Bruno Mentasti secondo indiscrezioni, partecipata direttamente e indirettamente da Gazprom. Che Gazprom sia interessata ad acquisire diritti nel gasdotto non è però un segreto, ma è confermato dagli annuncio comparsi sull stampa specializzata che recitano “Gazprom è alla ricerca di capacità in Tag”. Grande caccia, dunque, sul mercato secondario dove alcuni operatori sarebbe avvenuto già qualche passaggio di quote in forma di “subleasing” per valore che si aggirano intorno ai 500.000 euro. Tra i più attivi, sempre secondo le indiscrezioni, i consorzi Gas Intensive, Spigas, Blugas e naturalmente la Central Energy di Mentasti, fermata l’anno passato dall’antitrust per un accordo con l’Eni di Mincato.