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A Piazza Affari soffrono banche ed energetici, sorride Italgas nel giorno del nuovo Piano industriale

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Giornata di assestamento per gli indici europei ed in particolar modo per Piazza Affari, complice la serie di dati macroeconomici che ha generato un cauto ottimismo all’intero degli ambienti finanziari e nelle sale operative del Vecchio Continente. In chiusura il FTSE Mib ha registrato una performance del -0,4% circa a 20.731,68 punti.

Nell’Eurozona la disoccupazione è scesa sui minimi dal marzo del 2009 ad aprile. Il quadro preliminare fornito da Eurostat questa mattina ha messo in luce un livello di disoccupazione sceso al 9,3% il mese scorso, rispetto al 9,4% di marzo e delle previsioni degli analisti finanziari.

Indicazioni positive anche dall’inflazione, in rallentamento all’1,4% su base annua. La componente “core” del dato (epurato dagli effetti distorsivi di beni alimentare ed energetici) ha mostrato un incremento dello 0,95%, il più basso da inizio anno.

L’insieme di questi elementi fornirà l’assist che la Bce attendeva per “prolungare il Quantitative Easing per la maggior parte dell’anno prossimo, sebbene con un ammontare più basso di acquisti mensili” ha commentato a Borse.it Azad Zangana, senior european economist & strategist di Schroders.

In questo quadro a Piazza Affari hanno festeggiato le utilities, settore cui tipicamente appartengono società fisiologicamente più indebitate e con in un flusso più stabile di dividendi. Ecco dunque che quest’oggi a Piazza Affari ha primeggiato Italgas, +2,12% a 4,71 euro, nel giorno in cui è stato peraltro presentato alla comunità finanziaria il Piano industriale al 2023 che prevede investimenti per 5 miliardi di euro con l’obiettivo di accrescere le quote di mercato in Italia.

Secondo gradino fra le blue chip occupato da Atlantia, +1,39% a 24,78 euro e poi da Generali Ass, +1,22% a 14,05 euro. Ben comprata anche FCA, +0,7% a 9,34 euro. Sul fronte dei ribassi hanno perso smalto le banche: Banco Bpm, -2,67% a 2,77 euro, Bper Banca, -2,5% a 4,36 euro e Mediobanca, -2,42% a 8,44 euro.

Seduta nera per Mediaset, -4,51% a 3,51 euro, e Tenaris, -2,32% a 13,45 euro con la sciagurata parabola ribassista del prezzo del petrolio. In chiusura della sessione europea il barile di WTI quotava a 47,8 $, in ribasso del -3,7 per cento.