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I 5 temi 2016 di Goldman Sachs sull’azionario europeo

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Differenziazione sarà una delle parole d’ordine per gli analisti di Goldman Sachs nel 2016 mentre cinque saranno i temi di mercato seguiti. All’interno di uno scenario con valutazioni ‘tirate’ sia per l’azionario europeo che per quello statunitense.

A partire dal 2010 l’azionario ha inaugurato un mercato toro guidato in primo luogo dall’espansione dei multipli. Ora, tuttavia, le valutazioni appaiono allineate secondo gli analisti di Goldman Sachs: “I mercati europei, esclusi i titoli finanziari, scambiano a un price/earning a 12 mesi (p/e) di 16,8 volte, simile a quello dei titoli statunitensi (17,4x). Da qui in avanti non ci aspettiamo ulteriori espansioni dei multipli, con una crescita dei profitti delle compagnie europee stimata in un 8% nel 2016 e in un 10% nel 2017″. Il sostegno dovrebbe arrivare dalla debolezza dell’euro e dal miglioramento della crescita sia interna che globale. Secondo gli esperti di Goldman Sachs, infatti, nel 2016 si avrà un leggero passo in avanti sulla misura del Pil mondiale che dovrebbe crescere del 3,5% contro il 3,1% atteso per il 2015 nel suo complesso. “Un miglioramento – si legge nel GS Global Investment Research – che riflette più che altro una stabilizzazione delle economie emergenti”. Altrove non ci saranno grandi cambiamenti “con una piccola accelerazione in Giappone e in Europa e tassi di interesse in rialzo più velocemente e più di quanto atteso ora dal mercato negli Usa”. Nel Vecchio continente Goldman Sachs si aspetta una crescita del Pil sopra il trend fino al 2019 compreso. Tutto ciò si dovrebbe tradurre in target 2016 a 400 punti per l’indice Stoxx Europe 600 e a 3.650 per l’Euro Stoxx 50 ossia rispettivamente l’8% e il 9% in più dalle quotazioni attuali.  
Il fatto che i prezzi sul mercato azionario non siano più a buon mercato implica la necessità di differenziare i temi di investimento e i settori sui quali puntare. Per quanto riguarda i primi gli analisti di Goldman Sachs ne indicano cinque.

  1. Differenziazione sulle materie prime: maggiore positività sulle azioni petrolifere ma conferma della view negativa sui materiali di base
  2. Differenziazione sui titoli industriali: preferenza per le compagnie che guardano alle spese operative più che alle spese in capitale
  3. Differenziazione sui consumi: bene i titoli ciclici ma non i consumi di base con una view positiva sul recupero dei ciclici europei
  4. Differenziazione sui profitti: negatività sui difensivi, positività sui titoli growth
  5. Differenziazione sui mercati emergenti: preferibile l’esposizione al settore consumo degli emergenti piuttosto che al comparto industriale

A livello di singoli settori le attese sono positive, con un posizionamento sovrappesato su banche, salute, assicurazioni, media, tecnologia e telecomunicazioni, viaggi e tempo libero. Sottopeso invece per risorse di base, chimici, alimentari, industriali (merci e servizi). Posizionamento neutrale, infine, su automotive, costruzioni, servizi finanziari, oil & gas, real estate , dettaglio e utility.