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5 per mille ai terremotati? Le associazioni di volontariato insorgono

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Scegliere a chi destinare il 5 per mille quest’anno sarà più arduo che in passato. La proposta avanzata dal ministro delle Finanze, Giulio Tremonti, di destinarlo alle popolazioni terremotate dell’Abruzzo ha diviso l’opzione pubblica. Questa opzione potrebbe da un lato consentire il recupero di molte risorse per i cittadini colpiti dal sisma, di contro andrebbe a togliere risorse soprattutto alle associazioni del volontariato. Associazioni che sono state in prima linea in questi giorni nelle aree terremotate aiutando a fronteggiare al meglio l’emergenza terremoto. “Invece di togliere fondi a chi è seriamente impegnato nel volontariato, si modifichi la legge che consente di ottenere il cinque per mille anche ad associazioni che sul territorio non realizzano alcuna azione sociale, grazie al fatto che non esiste alcun obbligo di rendicontazione sulle attività svolte”, ha dichiarato il presidente nazionale di Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro. La controproposta dell’associazione è di applicare un’addizionale del 10 per mille sui redditi superiori ai 70.000 euro.
Nel dettaglio il 5 per mille, introdotto con la finanziaria del 2006, permette al contribuente di vincolare il 5? dell’Irpef a: volontariato, Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) e associazioni di promozione sociale (iscritte nei registri nazionale, regionale o provinciale); attività sociali svolte dal Comune di residenza ricerca sanitaria ricerca scientifica o delle Università.