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Bank of America non delude Buffett, Wells Fargo sì: peggior ROE in sette anni

L’oracolo di Omaha è il principale azionista della seconda e terza banca degli States, che oggi hanno reso noti i bilanci.

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Warren Buffett brinda ai risultati di Bank of America, ma non a quelli di Wells Fargo. Con la sua Berkshire Hathaway, l’oracolo di Omaha è il primo azionista dei due colossi, che sono rispettivamente la seconda e la terza banca degli Stati Uniti.

Entrambe hanno riportato oggi i risultati di bilancio relativi al terzo trimestre dell’anno: se Bank of America ha incassato gli utili netti più alti in sei anni, dal 2011, Wells Fargo ha continuato a pagare lo scandalo dei conti fasulli, aperti a insaputa dei clienti.

Riguardo a Bank of America, su base netta i profitti sono balzati del 13% a $5,59 miliardi, o 48 centesimi per azione, rispetto ai $4,95 miliardi, o 41 centesimi per azione, dello stesso periodo dello scorso anno. Il risultato è stato migliore delle stime degli analisti di Bloomberg, pari a 46 centesimi per azione.

La strategia dell’AD Brain Moynihan incentrata sul taglio dei costi ha sicuramente aiutato.

Un’altra spinta alla redditività è arrivata dal rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, che si è tradotto in un aumento del margine netto di interesse, anche in questo caso al record in sei anni, a $11,4 miliardi, meglio degli $11,35 miliardi previsti dal consensus.

Nel complesso, il fatturato totale è salito tuttavia meno dell’1%, a $21,8 miliardi, frenato tra le altre cose dal calo delle commissioni sui mutui.

Ha inciso negativamente anche il fatturato che Bank of America ha incassato nella sua divisione di trading di bond e azioni: il giro d’affari qui è sceso del 15% su base annua a $3,15 miliardi, in linea comunque con quanto la banca aveva detto, lo scorso mese, di prevedere.

A contribuire alle perdite è stato soprattutto il calo del fatturato del trading sul reddito fisso, -2,2%, a $2,17 miliardi.

Buffett può dirsi soddisfatto, visto che Bank of America ha sovraperformato quest’anno il mercato, salendo del 15%, rispetto al +8,2% dell’indice di riferimento bancario KBW Bank Index. Proprio lo scorso 3 ottobre, Buffett aveva garantito che Berkshire Hathaway avrebbe continuato a detenere la partecipazione in Bank of America per “molto, molto, molto tempo”.

Sempre in quell’occasione, Buffett aveva confermato la sua view positiva anche su Wells Fargo,  affermando che la banca “ha ancora la mia fiducia”, a dispetto dello scandalo dei conti aperti a insaputa dei clienti (scandalo tra l’altro acuito dall’annuncio con cui la stessa Wells Fargo ha ammesso che sono stati fino a 3,5 milioni i conti creati senza il permesso dei clienti, quasi il 70% in più rispetto a quanto inizialmente pensato).

Proprio lo scandalo ha portato Wells Fargo a riportare un bilancio, nel terzo trimestre, alquanto deludente, che ha messo in evidenza il peggior ROE su base trimestrale in sette anni.

Il Return on Equity è stato infatti di appena il 9,06%, scendendo al di sotto del 10% per la prima volta dal 2010.

Gli utili netti si sono attestati a $4,6 miliardi, in calo rispetto ai $5,64 miliardi del terzo trimestre del 2016. E per ora il rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed non ha apportato benefici, in quanto il margine di interesse netto è addirittura sceso, dal 2,9% del trimestre precedente al 2,87%.

Il titolo sconta la notizia e perde a Wall Street più del 3%, a $53,43. Dall’inizio dell’anno, Wells Fargo ha riportato una performance praticamente piatta.