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2014: le 14 sfide dell’economia europea

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14 le sfide per l’economia europea nel 2014. Sembra uno scioglilingua e in effetti un pò lo è: non è certo un caso se proprio per quest’anno gli analisti di Credit Suisse hanno individuato 14 punti tra fattori, sfide e rischi che l’economia del Vecchio continente dovrà affrontare nei prossimi mesi. Comunque sia, ecco qui di seguito i più importanti eventi per l’Eurozona nel 2014:
1- L’anno della crescita, anche se…
Il 2014 dovrebbe essere un anno di crescita positiva per l’area euro. La ripresa iniziata già nel 2013 sembra destinata a continuare. Tuttavia, la crescita non sarà esilarante: ci si aspetta una espansione dell’1,3% quest’anno contro il +2,8% del Regno Unito. Per una ripresa sostenuta dell’Eurozona occorreranno più stimoli. 
2- Nessuna ripresa senza lavoro
Di pari passo alla crescita, nel 2014 si dovrebbe vedere l’avvio di una ripresa del mercato del lavoro nell’area euro. Se così non fosse, aumenterebbero i rischi di stabilità politica nel Vecchio continente e continuerebbero a indebolirsi i consumi, con inevitabili ripercussioni sulla crescita economica.
3- Maggiori investimenti da parte delle imprese
Gli investimenti si stanno finalmente stabilizzando, dopo il crollo durante la recessione. Data la capacità degli investimenti di contribuire in modo significativo contro la volatilità, è importante che questa ripresa prosegui e si rafforzi.
4- Puntare sulla domanda interna
Nel 2014 e per la prima volta dal 2010, la domanda interna contribuirà più delle esportazioni nette alla crescita del Pil dell’Eurozona, riflettendo una composizione più equilibrata della ripresa economica.
5- Politica fiscale: si raccolgono i frutti
La pressione sui mercati obbligazionari dell’area euro è diminuita nel corso del 2013. Ci si aspetta che il mercato dei titoli di Stato del Vecchio continente, e in particolare quelli dei Paesi periferici, si stabilizzi ulteriormente quest’anno.
6- Il peso insopportabile del surplus commerciale
Anche nel 2014, il surplus delle partite correnti della zona euro rimarrà un tema centrale. Nei Paesi periferici l’avanzo sarà destinato ad aumentare, mentre nei Paesi core sembra improbabile  che la domanda interna crescerà in misura sufficiente a determinare un calo equivalente del surplus commerciale.
7- Paura per la deflazione
E’ improbabile che l’inflazione si riporti stabilmente oltre la soglia dell’1% almeno fino alla fine dell’anno, scatenando la paura della deflazione. E l’euro forte continuerà ad aggiungere pressioni deflattive nell’area.
8- Unione bancaria: un rischio e un’opportunità
Il progetto sull’unione bancaria è oggetto di numerose critiche, sia per la sua complessità sia per la mancanza di un significativo cambiamento. Seppur rappresenti un passo fondamentale per l’Eurozona, la mancanza di ulteriori chiarimenti rischia che la fiducia non venga sufficientemente restaurata, mantenendo un inutile e troppo alto livello di frammentazione dei mercati finanziari europei.
9- Bce: ha armi potenti ma non la volontà
Nel 2014 la politica monetaria della Bce rimarrà invariata a patto che l’attività economica continui a recuperare a un ritmo modesto e la pressioni sui prezzi si riduca. Nel caso in cui invece l’inflazione cadesse ulteriormente la Bce potrebbe utilizzare le potenti armi che ha a disposizione. Tuttavia, prima di usare tali strumenti non convenzionali, la Bce ci penserà bene e opterà senza dubbio per un taglio dei tassi che comporterebbe anche un tasso sui depositi negativo. 
10- Uk: la sfida di Carney
Il 2014 potrebbe portare volatilità sui mercati del Regno Unito, per via di una tensione tra un fiorente recupero dell’economia e una banca centrale desiderosa di mantenere la politica monetaria espansiva.
11- Francia in controtendenza
La crescita del Pil della Francia potrebbe non tenere il passo del resto dell’Eurozona nel 2014, evidenziando una sottoperformance. Un piano di riforme strutturali è fondamentale. La popolarità del governo francese è attualmente molto bassa, tuttavia questo andamento in controtendenza non dovrebbe portare troppi danni per l’esecutivo di Parigi.
12- Germania: riforme strutturali? Nein danke!
La crisi è stata un catalizzatore importante per attuare le riforme nei Paesi membri, ma non in Germania. Questa mancanza da parte di Berlino difficilmente verrà ancora tollerata nel 2014.
13- Un Parlamento (europeo) di populisti
Una delle conseguenze della crisi è stata la crescita delle tensioni sociali e un aumento in molti Paesi europei di quei partiti politici non mainstream. Ci sono rischi, sebbene residui, di destabilizzare le elezioni in Grecia o in Italia nel 2014, ma il principale evento politico è rappresentato dalle elezioni del Parlamento europeo, in agenda il 25 maggio. Il rischio è che l’aumento di questo “estremismo” emerga anche nelle elezioni europee.
14- La voglia di indipendenza
Il prossimo 18 settembre la Scozia terrà un referendum sull’indipendenza dal resto della Gran Bretagna. Sebbene i sondaggi mostrino una maggioranza contraria, mancano ancora otto mesi prima del voto.  La questione, soprattutto se dovessero vincere i sì, solleverà importanti questioni economiche e la voglia di indipendenza di altre regioni, come la Catalogna in Spagna