Per il 2014 l'Eurozona appare lontana da un allineamento a Usa e UK in termini di massa monetaria

Inviato da Riccardo Designori il Lun, 20/01/2014 - 19:29

Di seguito pubblichiamo un commento di mercato di John Greenwood, Chief Economist di Invesco. L'esperto evidenzia come nel corso del 2013 si sia registrato un miglioramento delle condizioni congiunturali di alcuni Paesi periferici dell'Europa. Tuttavia per il 2014, l'Eurozona appare ben lontana da un possibile allineamento ad USA e Regno Unito in termini di espansione del credito o della massa monetaria. Di conseguenza, per Greenwood appare molto improbabile che l'attività economica dell'Area Euro possa ripartire.




"Dopo una modesta ripresa del PIL reale dell'Eurozona nel secondo trimestre (+0,3% su base trimestrale), la crescita ha subito un rallentamento nel terzo trimestre (+0,1%), ascrivibile principalmente alla decelerazione dell'economia tedesca (dallo 0,7% del secondo trimestre allo 0,3%) e francese (dallo 0,5% al -0,1%). Alcune economie periferiche hanno invece subito un miglioramento: la Spagna è finalmente uscita da una recessione durata ben 27 mesi grazie ad una crescita minima dello 0,1% mentre l'economia italiana è passata dal -0,3% del secondo trimestre al -0,1% del terzo", analizza l'andamento congiunturale John Greenwood, Chief Economist di Invesco.




Per il 2014, a fronte della debolezza della crescita della massa monetaria M3 e della flessione dei prestiti bancari, l'Eurozona appare ben lontana da un possibile allineamento ad USA e Regno Unito in termini di espansione del credito o della massa monetaria. Di conseguenza, appare molto improbabile che l'attività economica dell'Area Euro possa ripartire, seguendo lo stesso sostenuto trend degli USA o registrando un'improvvisa inversione di tendenza come quella vista nel Regno Unito. Inoltre, a fronte di una politica fiscale ancora restrittiva (seppure in graduale allentamento) e dell'improbabile deprezzamento valutario, non resta nemmeno uno dei tre principali strumenti (monetari, fiscali e valutari) abitualmente utilizzati per fa ripartire l'economia.




"Di conseguenza per il 2014 prevedo un tasso di crescita pari solo allo 0,8% (rispetto all'1,1% indicato dalla BCE) e un tasso di inflazione dello 0,6%, circa la metà rispetto all'1,1% previsto dalla BCE", continua nella sua analisi John Greenwood, aggiungendo in conclusione come a suo avviso "solo un rafforzamento della domanda delle principali economie o anche un rafforzamento della domanda nell'Eurozona nel suo complesso (tramite un'espansione fiscale o monetaria) potrebbe far ripartire l'attività nei Paesi periferici ma, di nuovo, nulla fa pensare che i leader dell'Area Euro stiano valutando una di queste soluzioni".


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