2013 positivo per l'equity? Possibili sorprese dalla crescita mondiale

Inviato da Floriana Liuni il Gio, 22/11/2012 - 16:41


Sembra paradossale, ma nel 2012 gli asset rischiosi hanno avuto un 2012 positivo. Lo afferma Mark Burgess, Chief Investment Officer Threadneedle Investments, secondo cui quest'anno la forza motrice dei mercati non è stato tanto il contesto macro quanto le iniziative politiche guidate dalle autorità, in un contesto economico così estremo da dominare i rendimenti di mercato e i risultati. Eppure proprio in questo contesto il 2013 potrebbe riservare sorprese positive sul fronte equity.


 


Per quanto riguarda la situazione macro europea, Burgess vede nero. "Le misure di austerità su cui insiste la Germania per la periferia hanno avuto l'esito prevedibile di minare la crescita per l'intera regione", afferma il gestore. "La riduzione della spesa pubblica ha generato un vento contrario travolgente per la Spagna e l'Italia e ha ridotto la domanda per le esportazioni della Germania. Il PMI e di altri indicatori guida indicano che anche la Germania sarà in recessione imminente".


 


Negli Usa del secondo mandato di Obama, a preoccupare è ancora il dibattito sul fiscal cliff, che, in mancanza di un accordo politico per evitarlo, potrebbe falciare via dal Pil statunitense ben 4 punti percentuali. "La nostra ricerca sul campo", spiega Burgess, "continua a suggerire che le società utilizzano questa incertezza come un motivo per rinviare la spesa per gli investimenti, che include sia crescita economica che occupazione. Noi ed il mercato ci aspettiamo che venga raggiunto qualche accordo per moderare questo impatto di almeno il 50%, ma è possibile che lo stallo politico conduca l'economia degli Stati Uniti oltre il fiscal cliff e in recessione per il 2013".


 


"In questo contesto", afferma il gestore, "può sorprendere il fatto che stiamo diventando sempre più costruttivi nei confronti dell'azionario e siamo stati moderatamente sovrappeso in questo periodo, inizialmente aumentando il nostro peso in mercati emergenti ed Asia Pacifico. Infatti se i mercati continuano ad essere sconvolti dalla situazione negli Stati Uniti useremo la debolezza del mercato per aumentare ulteriormente la nostra esposizione azionaria. Anche se lo scenario rimane molto difficile, infatti, per molti versi siamo più vicini ad una risoluzione delle incertezze. Questo è chiaramente vero per gli Stati Uniti, ma anche per l'Asia, dove il cambio di regime in Cina è ormai in gran parte effettuato. In Europa, gli investitori probabilmente affrontano la fatica della crisi e un risultato imprevisto negativo sta diventando sempre più improbabile. In questo contesto i tassi di interesse stanno tendendo verso lo zero nel medio termine e le azioni ad elevato rendimento tendono a restare ben supportate. Altri parametri di valutazione rimangono interessanti e la robusta forza nei bilanci è un altro fattore positivo. Anche se non è il nostro caso principale, è anche possibile che si assisterà ad una sorpresa positiva nella crescita dell'economia mondiale nella seconda metà del 2013. Se questo è il caso, le azioni inizieranno il prossimo anno con un significativo slancio positivo".
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