2013: anno di ribassi per i bond, massimi storici in arrivo per l'S&P500

Inviato da Floriana Liuni il Mar, 29/01/2013 - 14:03


Riceviamo e pubblichiamo un commento di Patrick Armstrong, responsabile investimenti di Armstrong Investment Managers, gestore dei fondi Clerical Medical


 

Il tema dominante del 2013 per gli investitori sarà dover fronteggiare l'inizio della fase ribassista del mercato obbligazionario, che durerà fino alla fine del decennio.

Giappone a parte, che è bloccato in una situazione di deflazione, gli investitori stanno ottenendo rendimenti sotto il livello dell'inflazione anche a causa di una generalizzata avversione al rischio, senza dimenticare che le banche centrali stanno spingendo verso il basso i tassi di interesse dei titoli decennali attraverso politiche di tassi zero e di allentamento monetario. Se si analizza il passato, nel lungo periodo (ultimi 50 e 100 anni), i rendimenti dei bond governativi sono stati circa l'1% al di sopra dell'inflazione; se questa dovesse rimanere ai livelli attuali, e se i prezzi delle obbligazioni si ridimensionassero in linea con un rendimento reale dell'1%, ecco che gli investitori assisterebbero a una drammatica riduzione del valore delle loro posizioni sull'obbligazionario.


Sebbene ci attendiamo tassi a un livello superiore nel lungo termine, crediamo improbabile un rapido aumento dei rendimenti obbligazionari, pur mantenendo una visione positiva sulla crescita mondiale. Le banche centrali non mancheranno di tenere i tassi di interesse a breve termine vicino allo zero per i prossimi due anni e continueranno ad immolarsi sull'altare della crescita con politiche iper-espansive sino a quando ci saranno evidenze di una ripresa sostenibile e più alti livelli occupazionali.


Questa situazione porterà a una lunga e inesorabile crescita dei tassi di interesse a 10 anni. Inizialmente per adattarsi all'inflazione, poi per tornare al di sopra del tasso di inflazione quando le banche centrali smetteranno di acquistare i titoli di stato del proprio paese.


Il 2013 sarà ancora caratterizzato da momenti di estrema incertezza che creeranno importanti opportunità di acquisto di asset considerati rischiosi. Le banche centrali hanno dimostrato di essere pronte a intervenire in caso di bisogno e hanno fatto intendere che quest'anno c'è ancora qualcosa da fare per stimolare la crescita. Vendere sui rialzi e comprare sui ribassi continuerà a essere una strategia vincente per tutto il 2013.



Quattro opportunità:



1. Crescita globale


L'economia globale continuerà a crescere. Ma la crescita non sarà uniforme. Negli Stati Uniti sarà intorno al 2%. L'Europa continuerà sulla scia della stagnazione mentre Asia e mercati emergenti spingeranno sull'acceleratore grazie a un prodotto interno lordo reale che crescerà sino al 3,4%, vicino alla media di questi ultimi 25 anni. I Paesi emergenti genereranno l'80% della crescita globale.


2. Denaro a costo zero e politiche non convenzionali


La crescita lenta e inferiore alle attese delle economie occidentali, spingerà le banche centrali ad adottare misure convenzionali e non per facilitare la ripresa economica.


3. I rally dei mercati azionari


Alcune piazze azionarie, incluso lo S&P 500, raggiungeranno i loro massimi storici. Un forte deflusso dai bond ai titoli azionari a caccia di rendimenti più elevati e una crescita degli utili delle società più esposte sui mercati emergenti, porteranno a rally significativi dell'azionario nel 2013. La crescita in Asia e nei Paesi emergenti si tradurrà in ritorni a doppia cifra su questi mercati.



4. L'oro toccherà quota $2.000/oncia


In un ambiente caratterizzato da politiche monetarie espansive e da un deprezzamento delle valute, l'oro continuerà a crescere, almeno fino a quando i tassi di interesse dei bond saranno al di sotto dell'inflazione.

COMMENTA LA NOTIZIA