Il 2012 potrebbe essere l'anno dei titoli auriferi

Inviato da Riccardo Designori il Mar, 27/12/2011 - 10:57
A pochi giorni dal nuovo anno, BlackRock, società leader nella gestione degli investimenti e nell'offerta di servizi di gestione del rischio e consulenza a clienti istituzionali e individuali di tutto il mondo, ha individuato una particolare categoria di titoli azionari che nel 2012 dovrebbe essere destinata a rivalutarsi in Borsa. Si tratta delle azioni di società operanti nel settore delle materie prime, in particolare di quelli di società aurifere. Questo almeno second Evy Hambro, gestore del fondo sull'Oro di BlackRock Global Fund e co-gestore del fondo World Mining.

Hambro ha posto in evidenza il disallineamento tra la performance eclatante dell'oro e i risultati poco brillanti dei titoli azionari auriferi nel 2011. Negli ultimi tre anni i margini delle società aurifere sono aumentati del 219 per cento e l'oro si è apprezzato del 114 per cento. Nello stesso tempo le azioni aurifere sono salite 'solo' del 50 per cento , a dimostrazione di un disallineamento tra la posizione delle società aurifere e le quotazioni azionarie.

"Quest'anno i titoli azionari auriferi hanno sottoperformato l'oro, incalza nella sua analisi Hambro secondo cui tuttavia "i fondamentali indicano tutt'altra storia". In un contesto che ha indubbiamente visto il mercato azionario particolarmente depresso nel corso degli ultimi 12 mesi, "le compagnie minerarie hanno riportato solidi utili e una forte generazione di cassa, fattori che possono significare un aumento dei dividendi per gli investitori".

Per il gestore dunque "le azioni aurifere attualmente appaiono convenienti rispetto al prezzo dell'oro" e vi sono "opportunità di acquisto decisamente interessanti". Hambro ricorda come un caso analogo si sia verificato nel 2008. Allora "gli investitori che individuarono questa opportunità furono generosamente ricompensati l'anno successivo", puntualizza il gestore che inoltre pone l'accento sui fondamentali che "incoraggiano a credere che i prezzi dell'oro si manterranno agli attuali livelli elevati".

I rialzo dei valori del matallo pregiato non hanno per ora inciso sugli indicatori della domanda e dell'offerta, ancora positivi. "Assistiamo a un incremento della domanda da parte delle banche centrali, che negli ultimi anni hanno invertito il loro trend di venditori di oro: finora quest'anno hanno acquistato 349 tonnellate, un aumento del 350 per cento rispetto ai livelli del 2010 che ha superato le aspettative del mercato", evidenzia Hambro. Interessante è notare che la domanda è stata trainata dai mercati emergenti, in particolare Russia, Messico, Tailandia e Corea del Sud. Questi Paesi comprano oro fisico come valuta alternativa per cercare di diversificare rispetto al dollaro Usa.

Inoltre, "i consumatori stanno acquistando oro per tutelare il loro potere d'acquisto in un contesto di elevata inflazione e bassi tassi di interesse" analizza il gestore di Black Rock che ricorda come la domand in Cina è "aumentata del 90% nel primo semestre del 2011, attestandosi a 138 tonnellate".

Anche sull fronte dell'offerta i fondamentali sono incoraggianti per Hambro. "Il prezzo dell'oro è aumentato del 400 per cento dal 2001 , mentre la produzione di oro del settore minerario non ha riportato un aumento significativo" argomenta il gestore, evidenziando come "i giacimenti più accessibili sono già stati ampiamente sfruttati, e l'estrazione dell'oro diventa sempre più difficoltosa".

Ecco spiegato quindi perché in questo scenario, caratterizzato da una forte domanda associata a un'offerta piatta, Black Rock ha un outlook positivo del prezzo dell'oro è prevede un re-rating dei titoli azionari auriferi a inizio 2012.

Riccardo Designori
Ufficio Studi Brown Editore
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