Il 2011 caldo del Banco Popolare, dopo l'aumento l'attenzione è per il business plan

Inviato da Alberto Bolis il Mar, 18/01/2011 - 10:43
Quotazione: BANCO POPOLARE

Aumento di capitale, forte interesse delle Fondazioni, attesa per il nuovo business plan. Sono tanti i temi caldi che circondano l'inizio 2011 del Banco Popolare. A Piazza Affari il titolo dell'istituto scaligero, dopo la caduta di ieri e un inizio di seduta ancora tinto di rosso, prova a rialzare la testa mettendo a segno un +1,07% a 2,37 euro. Ieri è partito il maxi aumento da 2 miliardi di euro con il periodo di sottoscrizione che si concluderà il prossimo 11 febbraio. La ricapitalizzazione è stata proposta a forte sconto: 1,77 euro il prezzo di sottoscrizione delle 1.123 milioni di azioni di nuova emissione. Il prezzo, in sostanza, comporta uno sconto del 29% rispetto ad un Terp, pari a 2,492 euro, calcolato sulla base dei prezzi di chiusura di mercoledì scorso (3,503 euro).

Per tener conto del prezzo di emissione delle nuove azioni e lo stacco dei diritti, molte case d'affari hanno rivisto in questi giorni il prezzo obiettivo del Banco Popolare. Questa mattina Goldman Sachs ha alzato il target price a 3,1 da 2,98 euro, confermando la raccomandazione neutrale e indicando come rischi principali il macrotrend in Italia, l'evoluzione degli spread sui Cds governativi, l'esecuzione del turnaround di Italease e la cessione di asset no core. Equita ha invece tagliato il target price a 2,9 da 4,4 euro (hold), mentre Societe Generale ha ribadito il rating sell con un potenziale di downside di oltre 10 punti percentuali (prezzo obiettivo a 2,05 euro).

Dopo l'aumento di capitale l'attenzione del mercato si sposterà sul nuovo piano industriale, che il management del Banco Popolare dovrebbe presentare entro il primo semestre 2011. Il piano prevede una progressiva integrazione delle realtà minori del gruppo. Le prime indiscrezioni parlano di un assorbimento delle Popolari di Crema e Cremona all'interno della controllante Popolare di Lodi. Inoltre, dovrebbe essere attuata la ridefinizione della segmentazione della clientela Pmi con una riattribuzione delle competenze alle filiali.

L'aumento di capitale del Banco sta inoltre attirando l'attenzione delle Fondazioni e consacrando Verona come il secondo più importante centro finanziario italiano. In settimana, infatti, dovrebbe essere presentato in Parlamento l'emendamento che permetterà alle Fondazioni di arrivare fino al 5% delle popolari (attualmente il limite è fissato allo 0,5%). Una normativa che, se dovesse venir approvata, permetterebbe alla Cariverona di investire 200 milioni di euro nella ricapitalizzazione del Banco e salire così al 5% del capitale della banca guidata da Saviotti. Ma l'aumento ha richiamato anche l'interesse della Caritorino, che metterebbe sul piatto 20 milioni per assicurarsi lo 0,5% del Banco Popolare.

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