Il 2011 è stato un anno di turbolenze per l'euro, ma se il 2012 fosse peggio?

Inviato da Riccardo Designori il Ven, 16/12/2011 - 13:38
Il 2011 è stato un anno particolarmente difficile per l'Europa e la sua moneta. Tutti sanno quello che è successo nel corso degli ultimi mesi, con le tensioni relative ai debiti sovrani che a mano a mano hanno trascinato al ribasso Nazioni come la Grecia, il Portogallo e causato più di un grattacapo ai Governi di Spagna e Italia. Altrettanto noti sono i risvolti sulla fiducia degli investitori e l'annesso crollo delle Borse mondiali che ne è derivato.

A due settimane dall'inizio del 2012, uno dei temi ancora particolarmente caldi sono gli impegni assunti dei leader del Vecchio Continente in occasione del meeting di Bruxelles dello 8-9 dicembre, tra cui quello di carattere fiscale che porterà i singoli Stati ad approvare i budget di spesa ufficiali prima a Bruxelles e poi nei rispettivi parlamenti.

"Questo lascia aperte una serie di questioni", puntualizzano gli analisti di Cmc Markets dato che "l'intervento ad ampio raggio della Bce nel mercato obbligazionario non viene previsto e la Merkel ha escluso gli eurobond o il debt pooling".

Anche perché molti membri della Ue sono già fuori dai vincoli d Maastricht, "il che significa che al fine di rientrare nei requisiti devono essere attuati tagli di spesa e aumenti delle tasse che peseranno ulteriormente sulla crescita in una fase in cui la crescita è già in stallo" incalza l'analista Michael Hewson stigmatizzando questo focus sull'austerità, fino all'esclusione della crescita in un momento in cui l'Europa è in contrazione, "è quanto meno sconcertante e si tradurrà in un decennio perso per l'Europa se i leader europei non cambieranno tattica".

Oltre a questo elemento, non va dimenticato che le misure di armonizzazione fiscale incontreranno probabilmente una dura opposizione. In primis in Irlanda, che ha un'aliquota del 12,5% ed è attualmente l'unica economia europea che mostra una crescita positiva del Pil.

"Qualsiasi cambiamento in materia determinerebbe probabilmente un referendum in Irlanda, e con le autorità europee poco propense a consentire un ammorbidimento delle condizioni del piano di salvataggio irlandese non prevedrei un esito positivo" pensa a riguardo l'analista.

Una preoccupazione crescente, forse la principale in un'ottica di controllo democratico, è che il Board e lo staff del Fondo sono svincolati da qualsiasi legge nazionale e immuni da qualsivoglia incriminazione per le possibili violazioni che possano commettere nell'ambito dei loro compiti. I documenti sulla sua attività sono inviolabili e non possono essere richiesti da alcuna autorità. Non è soggetto a tasse e può fare quasi qualsiasi cosa nella completa impunità.

Mentre il 2012 si avvicina, la polarizzazione nell'area dell'euro è già iniziata, con il Regno Unito isolato per il veto posto da premier Cameron. E' stato scritto molto sulla oculatezza delle sue posizioni e molti lo hanno criticato dicendo che ha gettato via il bambino con l'acqua sporca, ma data l'ostinazione della Merkel e di Sarkozy nell'introdurre il nuovo fiscal compact con il rigido controllo dei bilanci nazionali, non si può fare a meno di pensare che l'euro stia andando di gran carriera verso un duro impatto.

Il Regno Unito potrebbe non trovarsi così isolato come un tempo soprattutto se l'austerità voluta dalla Merkel porterà i contribuenti alla rivolta e i governi alla caduta, come è già avvenuto in quattro nazioni europee quest'anno.

Ma maggiore è il rischio su cui si focalizza Hewson: "Il sistema bancario europeo è fondamentalmente insolvente, come lo sono alcuni governi europei e con i crack che cominciano già a manifestarsi è solo questione di tempo perché le linee di faglia si trasformino in voragini in presenza della crescita zero".

"Con questi presupposti sembra altamente improbabile che l'euro recuperi i massimi visti all'inizio dell'anno e potrebbe essere soggetto ad ulteriori pressioni al ribasso" aggiunge in chiusura l'analista di Cme Markets constatando che in sostanza perché l'euro sopravviva "è necessario andare verso un'unione fiscale totale, oppure si verificherà il break-up , e ora le maggiori probabilità sono per la rottura , visti gli ostacoli sul cammino, sul fronte politico come su quello giuridico".

Parlando proprio dell'euro, Hewson ritiene che nonostante il terreno perso "continua a rimanere abbastanza forte pur nel clima negativo che si prospetta per il suo futuro", anche se tuttavia "questo scenario potrebbe cambiare improvvisamente qualora i mercati perdessero la fiducia che la Bce alla fine farà ciò che è necessario per sostenerlo con interventi senza limiti sui mercati obbligazionari".

Draghi la scorsa settimana è sembrato molto chiaro sulla improbabilità che questo avvenga, e ciò fa pensare che i mercati ritengano che potrebbe ammiccare. L'unica altra opzione è che i mercati siano tremendamente ingenui.
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