2006 record per il mercato dell’arte in Italia

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L’arte e gli italiani vanno d’amore e d’accordo. Nel corso del 2006 il mercato nostrano dell’arte ha continuato a crescere, chiudendo i dodici mesi passati con un giro d’affari complessivo superiore a un miliardo di euro e mettendo a segno una crescita del 5,5%. Dati importanti emersi dal primo rapporto sul settore dal titolo “Commercio dei beni artistici 2006”, curato da Nomisma, che offre una quadro completo su questo ambito, grazie ai consuntivi messi a disposizione dalla principali case d’asta italiane, ma anche agli interventi che hanno coinvolto gli attori principali di questo mondo: dagli antiquari, alle rivendite, dai collezionisti agli art advisor. Una tendenza positiva che continuerà anche nel 2007: i prezzi e gli scambi sono, infatti, destinati ancora a crescere leggermente.


E in Italia si parla di record di vendite. Sono state circa quaranta le “top lot” messe in vendita dalle casa d’asta negli ultimi tre mesi del 2006 per oltre 18 milioni di euro. Sul fronte prezzi, la regina indiscussa è stata una tela del Tiepolo battuta per 5,1 milioni la scorsa primavera, una cifra mai raggiunta prima nel nostro Paese e che ha spianato la strada alle vendite di fine anno, momento in cui cinque lotti (da un olio del 1950 di Mario Marini, a un Concetto spaziale di Lucio Fontana, a un “piccolo” Pablo Picasso, a una natura morta di Giorgio Morandi, a due tele del ‘700 di Giacomo Ceruti) sono stati venduti per oltre un milione di euro ognuno.
La pittura, in particolare quella moderna e contemporanea, resta in testa alla preferenze dei compratori. Non a caso, nei quaranta lotti venduti all’asta negli ultimi tre mesi ben cinque erano quadri di Fontana, tre di De Chirico e due di Balla. L’alta epoca (fino al ‘700) sembra destinata però a rivalutarsi maggiormente, mentre nel moderno e contemporaneo c’è una variabile di cui tenere conto: la certificazione.

Un andamento positivo che ha investito favorevolmente anche i fatturati delle case d’asta. Sotheby’s Italia in testa, nel corso del 2006 è andata oltre i 50 milioni di euro (+6,8%), seguita da Farsetti che ha riportato circa 24 milioni, con un balzo pari al 15%.
Ma ltalia deve comunque ancora crescere, soprattutto per quanto riguarda gli scambi internazionali. Nonostante il Belpaese rappresenti oggi il quarto mercato al mondo, dopo Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, deve ritagliarsi ancora un ruolo di rilievo come piazza mondiale visto che ora rappresenta solo un modesto 1%. Il mercato dell’arte è sicuramente importante ma il passo successivo che deve fare è andare oltre il mercato interno anche se le leggi attuali attente all’import-export lo vincolano fortemente. Un’arma a doppio taglio: un freno che pone limiti da un lato, ma che contribuisce dall’altro a tenere a bada i prezzi, mettendo gli investitori parzialmente al riparo dal rischio bolla.

 

Ma come per quale motivo il mercato dell’arte italiano va così bene? “In questo momento è in atto una vera e propria moda – ha spiegato a Finanza.com l’amministratore delegato di ArtFin, Riccardo Giannelli. Gli artisti di facia alta, in scia a quello che accade nel resto del mondo, sono quelli che riscuotono un successo crescente.”

Secondo Giannelli, i motivi di questo boom sono svariati e ogni caso è da analizzare singolarmente. Si parte dal presupposto che ad acquistare sono in tanti. C’è, infatti, chi acquista un’opera d’arte per spirito di  emulazione (in questo caso il fattore psicologico la fa da padrona), poi ci sono i veri collezionisti che non pagano cifre esorbitanti ma investono nel lungo termine. Infine, ci sono anche i cosiddetti “emergenti” di successo nelle loro professioni che sono una generazione davvero interessata all’arte.

 

(Notizia aggiornata alle 17.41)