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I 10 consigli pratici di Deutsche Bank per affrontare al meglio il 2012

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Riceviamo e pubblichiamo il commento settimanale elaborato dagli analisti di Deutsche Bank dopo la conclusione del meeting dell’8/9 dicembre scorso che ha coinvolto i leader politici dell’Unione Europea.

La settimana decisiva per le sorti dell’euro si è rivelata, come molti temevano, non così decisiva. Il vertice notturno di giovedì ha infatti “partorito” una dichiarazione di intenti in merito ad una maggiore integrazione fiscale ed economica tra i Paesi dell’Unione Europea ad esclusione della Gran Bretagna che, come già nel 1992, quando decise di non aderire alla moneta unica, preferisce rimanere con le “mani libere” in tema di sovranità fiscale e monetaria.

In realtà, tutti gli accordi che riguardano i 17 Paesi dell’area euro più altri nove dovranno essere confermati e ratificati entro il marzo 2012. Saranno sufficienti queste “quasi” decisioni a rassicurare gli investitori e a garantire un po’ di tranquillità alla divisa continentale? Speriamo, ma non è così scontato.

La giornata di venerdì è stata positiva e ha visto i mercati azionari festeggiare e quelli obbligazionari rilassarsi, ma la volatilità è rimasta alta per tutta la settimana ed era prevedibile che, dopo la pessima giornata di giovedì, seguita al pessimismo sul vertice (innescate dalle dichiarazioni negative della Cancelliera Merkel ed agli allarmi del Presidente francese Sarkozy) ed alle reiterate (e fuori luogo) valutazioni di EBA e S&P (la prima sulla necessità di ricapitalizzazione degli istituti finanziari europei, la seconda sul possibile downgrade – dalla tripla A – di numerosi Stati europei) un rimbalzo, di speranza e sollievo, fosse quasi scontato.

Saranno tuttavia i primissimi giorni della settimana che iniziata oggi a darci il “polso della situazione”, specie considerando l’asta italiana odierna da 7 miliardi di Bot a 12 mesi e quella di mercoledì da almeno 2 miliardi di Btp a 5 anni. Il tutto mentre il britannico Financial Times ipotizza altri attacchi speculativi ai titoli di Stato dei Paesi periferici in corrispondenza delle festività di fine anno (quando la guardia si abbassa e i volumi sono molto più sottili).

Con questo quadro di ancora elevata incertezza ci apprestiamo dunque a chiudere questo 2011 che, a dispetto delle premesse più che ottimistiche con cui si era aperto, ci ha riservato un livello di difficoltà e delusioni solo paragonabili all’annus orribilis ( il 2008) e, anche se mancano ormai pochi giorni alla chiusura dell’anno, sappiamo che gli attuali problemi non scompariranno alla mezzanotte del 31 e ce li porteremo dietro anche nel 2012.

Da queste considerazioni nascono 10 suggerimenti per gli investitori che riteniamo debbano essere tenuti presenti per il nuovo anno:

1) I porti sicuri (cash, govies, immobiliare) potrebbe non essere così sicuri;
2) Mantenere un approccio “light” (equity ad alto dividendo, obbligazioni high grade) e occhio ai fondamentali;
3) Il timing sarà fondamentale come mai in passato;
4) Ribilanciare il portafoglio in maniera dinamica per “aggiustarlo” in funzione degli sviluppi macro;
5) Evitare gli investimenti emozionali!;
6) Grande è meglio (le grandi corporation dovrebbero essere in grado di meglio sfruttare la crescita globale);
7) La difficoltà di concedere credito da parte del sistema finanziario potrebbe favorire il settore del Private Equity;
8) Dopo tante delusioni il 2012 dovrebbero essere un anno di soddisfazioni per gli investimenti negli Emergenti (decoupling);
9) Anche in Europa e soprattutto per gli investitori con orizzonte di lungo termine ci possono essere occasioni importanti (anche in Italia);
10) Ancora molta volatilità che offrirà opportunità di trading a breve.