In linea con la filosofia "didattica" del Sito Money Matters, è stata inserita nella rubrica "Cos’è-Come funziona" la presentazione di elementi e strumenti finanziari ed il loro corrente uso. Sono stati utilizzati articoli proprietari ed altre risorse disponibili sulla rete, liberamente processate per aumentare la fruibilità al lettore.

E.V.A. (economic value added)

 

Eva (Economic Value Added) è un indicatore studiato dall' economista americano Bennett Stewart (Stern Stewart & Co.) ,per calcolare il valore creato da un'azienda. Ormai sempre più aziende italiane lo utilizzano come strumento operativo per valutare l'allocazione delle risorse tra diverse alternative di investimento e per valutare i risultati.
L'EVA serve per misurare il valore creato, ossia ciò che rimane dopo aver sottratto al reddito di gestione la remunerazione di tutto il capitale che finanzia l'attivo patrimoniale netto, ossia i debiti ed i mezzi propri.

Ed è proprio questa la differenza rispetto all'utilizzo, come avviene di solito, dell'utile netto, come misura della redditività.
A questo scopo, l'utile netto presenta due limiti: riflette solo la remunerazione del capitale di debito (dato che è il residuo calcolato togliendo dai ricavi i costi operativi, straordinari e gli oneri finanziari) e non tiene conto dell'accrescimento del patrimonio aziendale di tipo immateriale, dato per esempio dal posizionamento competitivo

La conseguenza pratica per gli investitori è che un'azienda che presenta un utile netto non sta necessariamente creando valore per i suoi azionisti. Negli anni 80 e inizi anni 90 le aziende italiane hanno badato più alla crescita che alla creazione del valore. Come si può notare dalla tabella 1, a livello complessivo le società di piazza affari sono state distruttrici nette di valore. Solo dal 1997 si intravede un miglioramento dovuto non solo ad un cambiamento di gestione: Nel 94 e 95 hanno giocato a favore fattori esterni, quali la debolezza della lira che ha permesso un miglioramento di redditività.

Il Notpat (net operating profit after tax) complessivo delle 30società industriali utilizzate nel campione è raddoppiato in questi due anni. E poi vi è stata la quotazione di nuovi gruppi, come Eni, Tim, Mediaset, che sono creatori netti di valore. Lo spazio di miglioramento per le aziende della penisola è ancora elevato.

A livello di singola società l'indicatore da guardare, più che il livello assoluto di Eva (che dipende anche dalle dimensioni) è il rapporto r/c, indicato nella tabella 2. Quando il rapporto è superiore ad 1 la società sta creando valore. Questo indicatore va confrontato con il rapporto EV|C che indica quanto la borsa paga il capitale.
Nel caso ad esempio di Marzotto si nota come la società produce valore (r\c= 1.23) mentre la borsa non è cara (EV|C=1.01). Ma non sempre un risultato di questo tipo significa che sia conveniente comprare il titolo. Anzi, le occasioni più interessanti sono quelle società che non producono valore, ma che hanno intenzione di procedere ad una drastica ristrutturazione.

E' il caso ad es. di FIAT che in passato non è stata creatrice di valore (r\c=0.54) ma che gia dal 1997 ha deciso di utilizzare l'Eva come obiettivo di gestione. Tuttavia il processo per arrivare alla creazione di valore è lungo e doloroso, la redditività r è pari a 5.9 e per arrivare a livelli di Eva interessanti (r\c superiore ad 1) deve almeno raddoppiarla.

Pirelli ha iniziato questo processo nel 92, allora era un bruciatore netto di valore. Ma dal 97 è un produttore netto di valore anche se ancora a livelli bassi (nel 96 r\c = 0.89)

Per stimare quali sono le possibilità di miglioramento e quali aziende potranno mettere a segno un turn-around che abbia impatto sull'Eva, gli analisti Imi-Sigeco Sim hanno calcolato, in questo studio pubblicato all'inizio del 1998 ,quali fossero le società che avrebbero registrato una più elevata crescita della creazione di valore, sulla base di attese future.
Tra quelle a crescita maggiore ad es. vi era Bulgari, che nonostante fosse già pagata a premio dal mercato (il rapporto EV|C=5.33 era decisamente superiore al rapporto r\c=1.36) era considerata ancora un titolo interessante perché in futuro avrebbe registrato un incremento della creazione del valore.
Tra i titoli, al contrario, che non erano particolarmente sopravvalutati dal mercato (r\c=0.68 contro EV\C =0.60) vi era la Burgo. Tuttavia, secondo le stime dell' IMI - Sigeco Sim sarebbe stata un bruciatore di valore nei successivi anni. Una situazione dovuta anche ad un problema di settore perché nel comparto della carta vi è, tuttora, un elevata competizione basata soprattutto sulle dimensioni. Questo provoca un elevato impiego capitale e bassi ritorni .

Studio del 31.05.97

 

TABELLA 1 – SOCIETA’ INDUSTRIALI DATI IN MDL
1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 S 1999 S  
Nopat 6.842 5.257 10.045 20.166 19.709 23.055 24.764 25.565  
Cap inv medio 147536 148090 156326 210095 214664 218035 221058 223873  
Nopat\ci medio% r 4.6 3.5 6.4 9.6 9.2 10.6 11.2 11.4  
Wacc % c 11.0 11.0 10.6 11.6 10.2 9.5 9.7 9.6  
Spread% r-c -6.3 -7.4 -4.2 -2.0 -1.0 1.1 1.5 1.8  
E V A -9.368 -10969 -6.569 -4198 -2.091 2.349 3.409 3.978  
Mva -33553 4.968 15.309 26.191 71.176        
 

  TABELLA 2 – CHI PRODUCE VALORE – PERF.INT\ESTERNA 1996
Performance interna                     Performance esterna
EVA                r %              r\c                    MVA            E V|C (Enterprise value\capitale)
TIM 817.9 71.5 6.04x 27.256 15.01x

NOTPAT =net operatingProfit after tax

R =notpad diviso capitale

R\c= >1 creaz valore

EV|C quante volte la borsa paga il capitale

MVA= (marked value added) capitalizz di borsa +Posiz finanz – capitale econ.

E’ la differenza tra il valore di mercato di una società e il suo valore di libro

Bulgari 14.2 16.1 1.36x 1.801 5.33x
Mediaset 178.6 18.1 1.53x 4590 2.23x
Eni 1107.6 11.8 1.24x 34.056 2.20x
Italgas -197.5 4.2 0.42x 2.156 1.96x
Edison 5.1 10.6 1.01x 2.938 1.94x
Parmalat -124.3 7.7 0.65x 1.217 1.54x
Telecom it. -974.4 7.7 0.74x 8.825 1.39x
Stet -6226.9 8.6 0.86x 4.311 1.15x
Marzotto 21.3 9.9 1.23x 8.3 1.01x
Fiat -1.504.6 5.9 0.54x 9.386 0.68x
Marelli -79.4 7.9 6.66x -1.000 0.45x
Montedison -426.6 6.4 0.73x -6.255 0.44x

Un recente studio della Caboto Sim:

Lo studio della Caboto Sim, pubblicato di recente sulla stampa specializzata, ha dimostrato che esiste una correlazione fra il ritorno sul capitale investito (ROCE) ed i multipli di valutazione basati sul valore d'impresa (EVA). In particolare la ricerca ha evidenziato il buon stato di salute di tutto il sistema Italia (campione di societa' quotate) che registra EVA positivi, ritorni sul capitale investito elevati e crescita nel biennio 1998/2000.
In termini di breakdown, i settori che spiegano la quasi totalita' dell'EVA prodotta sono risultati : Telecomunicazioni - Media - Energia e Petrolio . Il settore Auto, al contrario si è dimostrato distruttore di valore.

LA COMPOSIZIONE SETTORIALE

DATI SETTORIALI  PER  IL  2000
 COMPARTI Peso x Capitalizzazione

 Eva stimato nel 2000
 Peso x EVA %
 Acc.e lusso

0.8 %

82

1.3
 Auto

 8.8 %

 -1.577

 -25.1
 Cemento

 1.3 %

 -65

 -1.0
 Chimico

 0.4 %

 -15

 -0.2
 Energia

 29.6 %

 2.219

 35.3
 Edit. e cartario

 3.0 %

 448

 7.1
 Gr. distr.alim.

 2.8 %

 75

 1.2
 B.intermedi

 0.6 %

 45

 0.7
 B. Finali

 0.8 %

 121

 1.9
 Telecom /media

 46.9 %

 4.339

 69.0
 Tessile

 2.0 %

 247

 3.9
 Trasporti

 3.0 %

 369

 5.9
 TOTALE

 100 %

 6.286

 100 %
Fonte Caboto Sim

 

Commentando la tabella della composizione settoriale, notiamo, che la produzione di EVA, stimato nel 2000, è di circa 6300 miliardi. A livelli di settori , confrontati in termini di peso relativo alla capitalizzazione di mercato e del peso dell'EVA sul totale del campione, due settori primeggiano in assoluto: Telecomunicazioni con il 69% ed Energia con il 35%.
Interessante, l'apporto del comparto tessile +3.9%, Trasporti +5.9% Editoriale e cartario 7.1%. Estremamente preoccupante il risultato del settore auto che deprime i risultati positivi con un -25%. In particolare il settore editoriale e cartario evidenzia una buona generazione di valore.
Le società del comparto, infatti, sono impegnate in una politica di compressione dei costi, grazie anche alla stabilità del costo delle materie prime. La redditivita' (ROCE lordo) è stimata al 24.9% nel 2000. Anche il comparto tessile produce un buon valore.
I valori del ROCE sono alti ed in crescita grazie al contenuto capitale investito, conseguenza del massiccio outsourcing da parte dei produttori. L'EVA di per sè, già significativo, potrebbe essere dilatato con il ricorso al finanziamento esterno. Per alcune società del settore (es.Ittierre, Marzotto), gli analisti si attendono ulteriore crescita esterna tramite politiche di acquisizione.

 

Riassumendo:

EVA= ideata da Stern Stewart & Co. Rappresenta il reddito residuale dopo un'equa remunerazione del capitale investito (interessi per il debito e costo capitale per i mezzi propri)
Come si utilizza in pratica l'EVA =
Così come l'Eva è un indicatore interno di performance, così l'Mva (marked value added) può essere considerato il corrispondente dell'Eva dal punto di vista del mercato. In pratica dal confronto tra Eva e Mva si capisce se una società è sopravvalutata o sottovalutata dalla borsa.
Se gli investitori si attendono la generazione di un'Eva positiva da una società, pagheranno un premio sul valore del titolo.
Quindi l'Mva può essere considerata come la valutazione che il mercato dà alla capacità futura di una società di allocare il proprio capitale in modo efficace e generare un equo ritorno.

(bibliografia EVA The quest for value- G. Bennet Stewart, III, 1991 - Harper business)

 


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