Unicredit, segnale sell con le tensioni europee

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In scia alle crescenti tensioni sul fronte comunitario legate alla vittoria finlandese del partito nazionalista ed euroscettico guidato da Timo Soini e alla possibile ristrutturazione del debito da parte della Grecia, Unicredit inizia l’ottava generando un preoccupante segnale di vendita. Le azioni dell’istituto di Piazza Cordusio hanno infatti rotto gli indugi e violato al ribasso i supporti dinamici offerti dal transito a 1,6950 della trendline ascendente di breve ottenuta unendo i minimi del 17 marzo e del 6 aprile. Già nel corso della seduta di venerdì si era assistito ad un aumento delle pressioni dei venditori, in quell’occasione tuttavia il sostegno statico offerto dal minimo a 1,685 aveva aiutato a parare il colpo e a far chiudere l’ottava di contrattazione sopra la trendline ascendente tracciata in precedenza. Questa mattina invece la scivolata sotto la linea di tendenza ha compromesso il quadro grafico, non solo per il breve ma anche per il medio termine: con il cedimento di 1,685 euro è stato infatti completato un doppio massimo disegnato a cavallo tra metà marzo e oggi. In quest’ottica non è servita nemmeno la candela del 6 aprile che solitamente rappresenta un pattern grafico rialzista in grado quantomeno di far ritestare i massimi di periodo con la costruzione di una tipico modello a N. A livello pratico è dunque possibile sfruttare tale indicazione posizionando i propri ordini di vendita a 1,684 euro. Con stop che scatterebbe oltre 1,745 euro, il primo target è a 1,55 euro mentre il secondo, ottenuto estendendo completamente al ribasso il doppio massimo citato, è a 1,49 euro. Ossia molto vicino ai minimi dello scorso 11 gennaio quando le azioni toccarono un minimo intraday a 1,463 euro.


Riccardo Designori


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