Telecom Italia, una correzione che sa di ritracciamento utile a nuovi long

Inviato da Redazione il Mar, 06/03/2012 - 11:28

Il segno meno che caratterizza quest’oggi le quotazioni delle principali Borse europee ha risvolti negativi anche per i corsi di Telecom Italia. Le azioni dell’ex monopolista continuano così la discesa intrapresa dai massimi di periodo toccati a cavallo tra le sedute del 27 e 28 febbraio scorso a 0,8985 euro. La correzione in atto tuttavia non desta particolari preoccupazioni in ottica rialzista. Il titolo infatti in questo primo scorcio di 2012 è stato in grado di generare degli interessanti spunti long. Determinante per rompere gli indugi è stata la seduta del 24 febbraio, giorno in cui il titolo è stato in grado di incrociare positivamente dal basso verso l’alto sul daily chart le medie mobili di breve/medio e lungo termine. Sempre nel corso della medesima seduta sono capitolate anche le resistenze dinamiche espresse dalla trendline discendente tracciata con i massimi decrescenti del 28 ottobre e del 12 gennaio e quelle statiche fornite dal top intraday del 21 febbraio a 0,8405 euro. Il movimento intrapreso dai minimi del 3 febbraio scorso, ultimo giorno in cui sono stati testati i supporti statici lasciati in eredità dai minimi di fine novembre, ha inoltre permesso alle azioni dell’ex monopolista di violare, seppur non definitivamente, le solide resistenze statiche presenti tra i 0,8825 e i 0,884 euro lasciate dai massimi del 7 dicembre e del 12 gennaio. Era dal 16 novembre che le azioni di Telecom non riuscivano a oltrepassare detta soglia. La correzione intrapresa dai top del 27 e 28 febbraio è stata peraltro favorita dal completamento del pull back tecnico della violazione della trendline ascendente tracciata con i minimi del 25 novembre e del 21 dicembre avvenuta con la discesa del 18 gennaio. Questo elemento tecnico potrebbe dunque favorire il completamento di un altro pull back necessario a una ripresa del movimento rialzista: si tratta del classico pull back della linea di tendenza ascendente citata in precedenza e ora passante in area 0,833 euro. Partendo da questi presupposti, ingressi in acquisto a 0,83 euro avrebbero stop al cedimento dei minimi del 16 febbraio a 0,795 euro e primo target a 0,884 euro. Il secondo obiettivo dell’eventuale strategia long descritta in questa analisi è invece posto a 0,9475 euro.

Riccardo Designori

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