Smi, un indice pronto a una nuova gamba ribassista

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La decisione dello scorso 6 settembre da parte della Banca nazionale svizzera di fissare a un minimo di 1,20 il rapporto di cambio tra franco svizzero e euro aveva permesso allo Smi di rimbalzare in tre sedute di circa 8 punti percentuali, con il paniere elvetico che si era così riportato in prossimità dell’area resistenziale posta nell’intorno dei 5.570 punti. La decelerazione dal top relativo dell’8 settembre ha tuttavia fornito molteplici indicazioni ribassiste. Da un lato infatti il massimo intraday dell’8 settembre a 5.562,94 punti ha rappresentato il classico pull back della trendline ascendente disegnata con i minimi dell’11 e del 19 agosto e violata al ribasso il 2 settembre, dall’altro ieri il paniere elvetico ha incrociato dall’alto verso il basso la media mobile a 14 periodi. Questa mattina infine l’indice ha generato un nuovo segnale di vendita con l’apertura sotto i supporti dinamici di breve offerti dalla trendline disegnata con i low del 5 e del 12 settembre. La conferma della volontà di andare quantomeno a testare i minimi di periodo, registrati lo scorso 9 agosto a 4.695,31 punti, si avrebbe in definitiva con il cedimento dei 5.246 punti. A quel punto si completerebbe una figura tecnica, quale un doppio massimo, in grado di invertire il rimbalzo in atto. Partendo da questi presupposti e considerando che proprio il massimo intraday ha rappresentato il tipico pull back della rottura odierna della trendline di breve menzionata sopra, ingressi short a 5.390 prevedono lo stop con chiusure di giornata sopra i 5.580 punti mentre hanno come target intermedio i 5.130 punti e come target finale i 4.790 punti.


Riccardo Designori


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