Piaggio, oltre le resistenze di 2,396 euro pronta ad impennare

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Molto bene oggi in Borsa Piaggio all’indomani della diffusione dei dati relativi al 2010. Il gruppo di Pontedera ha chiuso lo scorso esercizio con ricavi pari a 1,485 miliardi di euro, in linea con i 1,487 miliardi del 2009. Stabili anche l’Ebitda, a 197,1 da 200,8 milioni di euro, e il margine lordo industriale a 462,3 milioni dai 467 precedenti. In miglioramento invece l’utile operativo, giunto a 111,1 milioni da 104,4 mentre il netto si è attestato a 42,8 da 47,4 milioni di euro.


GLI INVESTITORI GUARDANO CON INTERESSE AL 2011


I rialzi di ieri e oggi trovano giustificazione sulle attese per l’anno in corso. Gli investitori sembrano infatti  intenzionati a premiare gli obiettivi 2011 del management. Per l’anno in corso Piaggio ha infatti preannunciato la volontà di perseguire un forte sviluppo sui mercati asiatici, sia per le due ruote che per i veicoli commerciali. Già nel 2010, grazie alla vendita di 59.500 unità, l’incremento era stato del 60,5%.


Uno dei target principali è l’India, nazione nella quale verrà aperto un nuovo stabilimento dedicato alla produzione di motori. Il mercato indiano già nei primi due mesi è cresciuto meglio delle attese, portando l’Ad del gruppo Roberto Colaninno a pronosticare un trend simile per l’intero esercizio.


LE INDICAZIONI GRAFICHE


A livello grafico le azioni stanno rimbalzando con decisione dai supporti statici di area 2,25 euro, livello che da settembre in poi ha sempre fornito un più che valido sostegno al titolo. In particolar modo, specie con i rialzi odierni, sono stati generati importanti segnali grafici che permettono l’implementazione di una strategia rialzista.


Nell’ordine si segnala come i corsi abbiano incrociato dal basso verso l’alto sul grafico daily le medie sia veloci che lente e ancor più violato le resistenze statiche di 2,396 euro. Questo permette di mettere nel mirino le resistenze dinamiche offerte dalla trendline discendente tracciata con i top del 12 gennaio e del 15 febbraio.


Tuttavia non va dimenticata la presenza di un doppio minimo disegnato tra il 7 giugno e il 15 settembre e avente come neckpoint proprio 2,26 euro, ossia il livello che da allora in poi ha sempre sostenuto il titolo.


L’obiettivo grafico di tale figura porterebbe le azioni a 2,77 euro. Secondo questa logica dunque le resistenze dinamiche dovrebbero rappresentare solo un ostacolo momentaneo prima di un nuovo test dei top di periodo toccati lo scorso 2 novembre a 2,71 euro. In base a questi presupposti il long a 2,40 ha come target intermedio 2,5275 euro e successivamente la soglia dei 2,70 euro, mentre prevede lo stop a 2,23 euro.


Riccardo Designori


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