Parmalat, ultima occasione long da questi livelli

Inviato da Redazione il Mar, 22/03/2011 - 11:56
Quotazione: PARMALAT

Protagonista indiscussa delle ultime settimane in Borsa, Parmalat vede le proprie quotazioni proseguire l’altalena all’insegna della volatilità in scia al susseguirsi dei rumors circa chi prenderà il controllo di Collecchio. L’annuncio della salita di Lactalis fino al 29% del capitale ha portato ad un rapido sgonfiamento delle quotazioni, con gli investitori che a questo punto vedono scarse possibilità di un reale contrasto da parte di una cordata alternativa. Anche perché vi è un crescente rischio di divisioni all’interno del Cda e conseguentemente problematiche a livello di inefficienza di governante. Tutte queste considerazioni per così dire di carattere fondamentale hanno avuto e avranno inevitabili ripercussioni sul quadro grafico di Parmalat. Il ribasso intrapreso dai top del 17 marzo a 2,73 euro è stato abbastanza naturale. Il titolo da un lato aveva messo a segno una progressione del 26,62% tra il 24 febbraio e il 17 marzo, dall’altro era arrivato a toccare le importantissimi resistenze statiche lasciate in eredità dai massimi del  novembre 2007. La retromarcia  dei primi due giorni della nuova ottava, con le azioni scivolate di oltre 11 punti percentuali tra i top di ieri e i minimi odierni, ha infatti riportato le quotazioni all’altezza di un’area interessante per tentare un nuovo allungo. Certamente si tratta di un tipo di operatività prettamente speculativa, l’obiettivo di fondo è quello di riportare le azioni almeno in prossimità di area 2,60 euro anche se un nuovo test delle resistenze di area 2,70 euro non è da escludere visti i volumi consistenti che hanno caratterizzato i corsi nell’ultimo periodo. Partendo da questi presupposti, e non dimenticando che la candela lasciata in eredità dalla seduta di ieri è tipicamente short essendo un engulfing bearish, è doveroso evidenziare come l’intero range compreso tra 2,30 e 2,33 euro rappresenta una soglia spartiacque per i corsi di Parmalat. In tale area si trovano infatti i vecchi top del 2010, la cui violazione ha permesso l’accelerazione rialzista di questa prima parte di 2011. Sempre in tale range vanno segnalati la serie di minimi lasciati in eredità dalle sedute a cavallo tra il 10 e il 15 marzo. Considerando che anche l’indicatore Rsi è ora rientrato dall’ipercomprato della passata ottava, è dunque possibile entrare in acquisto a 2,355 euro. Lo stop scatterebbe alla violazione di 2,30 euro mentre il primo target intermedio si avrebbe a 2,50 euro e il secondo all’altezza delle resistenze statiche di 2,61 euro.

Riccardo Designori

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